Alle volte, come Pietro, anche noi siamo tentati di fermare il tempo: “E’ bello per noi, stare qui” (cfr Mt 17,1-9): con Gesù, sul monte, contemplare la sua gloria, godere della sua presenza. Ma se lo abbiamo “visto, toccato, ascoltato” il nostro posto non è più sul monte. Dobbiamo ritornare da dove eravamo arrivati, dalla nostra quotidianità, trasfigurata ormai dalla certezza di quella voce: “Questi è il mio Figlio prediletto. Ascoltatelo”.

Verrà poi il momento di dovere affrontare, anche noi, lo scandalo della Croce: il nostro peccato, le ingiustizie e le violenze sui piccoli-minori-donne-lavoratori. Lo potremo fare, solo ad una condizione che Gesù ci consegna: “non prima che sia risorto!”

Allora saremo Chiesa-popolo in cammino, con Cristo Risorto: profeti e testimoni, nella giustizia e carità, nella verità che libera e salva perché vedremo il volto trasfigurato di Cristo in ogni nostro fratello e sorella.

Immagine: L’Apostolo Pietro di Pieter Paul Rubens; Museo del Prado, Madrid

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