Accolto dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, Alice Mina e Vladimiro Selva, Papa Leone XIV si è recato in visita pastorale nell’antica Repubblica del Titano, il quinto Stato più piccolo del mondo per superficie.

Rivolgendosi alle autorità e alla società civile – nella Sala del Consiglio Grande e Generale del Palazzo Pubblico – il Pontefice ha ricordato che «non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale. Questa libertà è donata e garantita, in ultima analisi, da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni essere umano».

Quello di capitano reggente è l’appellativo attribuito ai due capi dello Stato della Repubblica di San Marino. La reggenza della Repubblica di San Marino risale all’epoca comunale. In origine, i reggenti amministravano la giustizia; successivamente, svolsero anche una funzione amministrativa, gestita congiuntamente con il Consiglio grande e generale.

Nelle sue dichiarazioni, il Pontefice sviluppa un’articolata riflessione sulla natura profonda della libertà, identificandone il nucleo fondamentale nella tutela e nella difesa della coscienza individuale.

Il discorso evidenzia innanzitutto come la storia sia segnata dal sacrificio di uomini e donne che hanno testimoniato il primato della propria interiorità, «saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio. Esemplare in questo è San Tommaso Moro, Patrono dei Governanti e dei Politici».

«Anche oggi, in molte parti del mondo – ha sottolineato il Pontefice – non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza. Inoltre, la libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo. Essa è come una pianta che cresce e produce rami e foglie per offrire a tutti ossigeno, ombra, profumo, frutti e nuovi semi. E come potrebbe essere altrimenti, dal momento che sgorga dalla fonte che è Amore Uno e Trino? Potrà forse sembrare eccessivo questo riferimento teologico, ma credo che oggi esso sia necessario, di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere».

«La Repubblica di San Marino – ha concluso Papa Prevost – può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica: la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l’armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale». «Una comunità come la vostra, infatti, al tempo stesso ricca di valori tradizionali e al passo con i tempi sul piano tecnologico, può perseguire efficacemente tale obiettivo, mediante una cura che si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale».

Questa particolare “cura dell’altro”, come nota distintiva della storia sammarinese, si è recentemente mostrata «con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino, specialmente all’inizio del conflitto, come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale e umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato».

Al termine del suo discorso, il Santo Padre, accompagnato dai reggenti, si è affacciato dal balcone centrale di Palazzo Pubblico per salutare i fedeli radunati in Piazza della Libertà. Un gesto storico: negli ultimi decenni nessun capo di Stato straniero l’aveva mai fatto, trattandosi di una prerogativa riservata esclusivamente ai reggenti.

Foto: screenshot Vatican Media 

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.