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Abramo, patriarca d’Israele

DiRoberto Immesi

Dic 13, 2021

Quella di Abramo è una delle figure più conosciute delle Sacre Scritture: patriarca per eccellenza, marito di Sara, pronto a sacrificare il figlio Isacco, viene chiamato da Dio a recarsi nella terra promessa, la terra di Canaan, dopo aver abbandonato ogni cosa. Una fiducia incondizionata nei confronti del Signore che gli vale l’appellativo di “padre nella fede”, cioè di persona che si affida totalmente a Dio anche quando non comprende il suo volere. Una vita non facile, quella di Abramo, chiamato a vivere la fede sino in fondo anche quando Dio gli chiede la vita del figlio, salvo poi cambiare idea; un episodio con cui il Signore volle far capire di non gradire i sacrifici umani presenti invece in altre religioni.

Ma Abramo è anche immagine dell’umanità che stringe un’alleanza con Dio: in cambio della fedeltà, viene ricompensato con una discendenza (nonostante la sterilità di Sara) e con la terra promessa. Non a caso San Paolo, nelle sue lettere, lo definisce “padre di tutti quelli che credono”, facendolo diventare simbolo di tutti gli uomini chiamati ad affidarsi al Padre nonostante le difficoltà della vita.“Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare” (Eb 11, 8-12). “Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, 18del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. 19Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo” (Eb 8, 17-19).

Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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