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Beata Elena Aiello

DiMichelangelo Nasca

Dic 11, 2021

La storia di Elena Emilia Aiello inizia il 10 aprile 1895 a Montalto Uffugo, un comune della provincia di Cosenza. Cresciuta e custodita da una famiglia cristiana di sarti, Elena coltiva fin da piccola il desiderio diventare religiosa, per amare Dio nell’immagine del Cristo sofferente. Decide così di entrare nell’Istituto delle Suore Del Preziosissimo Sangue, che dovrà però abbandonare presto a causa di una grave malattia. Infatti, nonostante le dolorose operazioni subite, per la giovane Aiello pare non vi fossero molte speranze di rimanere in vita.

Ritornata a casa, e in una sorprendente apparizione Gesù la rassicura dicendole che sarebbe guarita, ma ogni Venerdì Santo avrebbe portato sul suo corpo i segni della Passione. Ed è ciò che accade; il corpo di Elena sudava sangue e le stimmate si imprimevano nel suo corpo con dolorosi spasmi fino al Sabato Santo, quando tutto spariva miracolosamente.Insieme ad un’amica, Luigia Mazza – anche lei desiderosa di consacrarsi al Signore –, Elena si trasferisce a Cosenza per fondare l’Istituto delle Suore Minime della Passione di N. S. Gesù Cristo, scegliendo come carisma di fondazione la Passione di Cristo e il primato della carità vissuto da S. Francesco di Paola.

L’attenzione e la cura verso i più deboli e disagiati porterà Madre Elena Aiello ad istituire degli orfanotrofi e un Istituto Magistrale per offrire un futuro alle ragazze che lasciano l’orfanotrofio. Immediatamente dopo la sua morte, avvenuta a Roma nel 1961, si contarono numerosi miracoli. Madre Elena Aiello riposa a Cosenza, nella cappella della Casa Madre dell’Istituto da lei fondato. È stata dichiarata venerabile da Giovanni Paolo II il 22 gennaio 1991, e il 14 settembre del 2011 (festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce) è stata proclamata beata nella celebrazione presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi.

Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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