Situata nel cuore della zona residenziale di Palermo, tra il Giardino Inglese e Villa Trabia, la Chiesa di Santa Rosalia in via Marchese Ugo (corredata dalle immagini fotografiche del professor Baldo Lo Cicero) racconta una storia di “compensazione”. Fu edificata a partire dal 1928 per sostituire la demolita chiesa dello Stazzone, su disegno di Ernesto Basile e del figlio Roberto. Basile, però, non riuscì a vederla finita: l’apertura al culto nel 1934 avvenne infatti due anni dopo la sua scomparsa.

Esteticamente, la chiesa sceglie una linea composta. La facciata è ritmata da pilastri e pinnacoli che si ripetono lungo i lati, alternandosi a caldi rivestimenti in cotto. Al centro spicca la statua in bronzo della “Santuzza”, opera di Antonio Ugo, che poggia su una mensola decorata con rose squisitamente Liberty. L’elemento cromatico più forte è senza dubbio la cupola ottagonale posteriore, decorata con maioliche geometriche gialle e verdi.

All’interno, la semplicità degli spazi culmina in un dettaglio toccante: la statua marmorea della Santa dormiente custodita nella cappella di destra, superstite della vecchia chiesa dello Stazzone e testimone della continuità della devozione palermitana.

Testo consultato per questo nostro contributo in  Palermoviva.it, di Saverio Schirò.

Per l’approfondimento

Santa Rosalia. L’ultimo canto del Basile, di Rosario De Santis.

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Foto: © Baldo Lo Cicero

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.