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L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, da secoli al servizio dei cristiani in Terra Santa

DiGiovanni Azzara

Mag 1, 2022

Cari amici, Diario Storico continua alla scoperta degli ordini cavallereschi che hanno servito la chiesa in difesa della fede e della cristianità. Ci soffermiamo adesso sull’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Prima di entrare nel particolare, bisogna fare una premessa obbligatoria con una nota ufficiale della Santa Sede in merito agli ordini cavallereschi: “Oltre ai propri Ordini Equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta —ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta— e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito”. Detto questo, possiamo procedere.

Da Gerusalemme alla Santa Sede

Le origini dell’OESSG non sono certe, anche se le prime testimonianze in merito a questo antico ordine, risalgono alla prima crociata indetta da papa Urbano II. Tuttavia, sono stati rinvenuti dei documenti recanti la data 1336 dove si fa riferimento a delle investiture di cavalieri del “Santo Sepolcro” e da li in poi la storia fu sempre più in divenire. L’ordine infatti ricevette fin da subito la benevolenza dei pontefici, i quali nel corso del tempo hanno manifestato la loro intenzione di volerlo annettere giuridicamente alla Santa Sede. La custodia del Santo Sepolcro venne affidata ai francescani da parte di papa Clemente VI, sarà poi Alessandro VI a fare da moderatore nel 1496 e delegò ai francescani il potere di conferire il cavalierato ai nobili e gentiluomini in pellegrinaggio in Terra Santa. Sodalizio che venne rafforzato poi con gli altri pontefici nel corso degli anni fino al 1932 quando Pio XI approvò gli statuti e permise a Cavalieri e Dame di ricevere l’Investitura nei loro luoghi di appartenenza, dunque non più solamente a Gerusalemme. Nel 1977 vennero promulgati i nuovi statuti e in seguito Giovanni Paolo II concesse definitivamente personalità giuridica vaticana all’Ordine.

Organizzazione

Oggi l’Ordine cerca di favorire maggiormente l’impegno dei suoi membri nelle Chiese locali auspicando la loro santificazione, con uno sguardo rivolto sempre alla Terra Santa. Per quanto riguarda i suoi membri, esso conta 30.000 Cavalieri e Dame di circa quaranta e nazioni sono attualmente organizzati in quasi 60 Luogotenenze e – dove l’Ordine è in fase iniziale di crescita – in una decina di Delegazioni Magistrali. Attivo in tutto il mondo, conta circa 60 parrocchie, una quarantina di scuole e più di 150.000 fedeli, in Giordania, Palestina, Israele e Cipro senza contare il fatto che è attivo anche in Egitto e Libano. L’attuale Gran Maestro è il Cardinale Fernando Filoni, mentre il Governatore Generale è l’ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone

Vita quotidiana

Ogni membro dell’Ordine, ha un vero e proprio decalogo da seguire poichè la natura dell’ordine è proprio quella della glorificazione della vita cristiana che ognuno di essi è tenuto a portare avanti. Tra i doveri vi è ad esempio quello di recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa al fine di portare un importante sostegno morale ai cristiani di questa regione del mondo che, in un clima di crisi sia economica che politica, cercano di essere protagonisti della “cultura dell’incontro” per il servizio della pace. Oltre a ciò, in base a quanto indicato dal Gran Maestro, i membri sono inseriti nella vita della diocesi per rispondere alle necessità dei poveri, dei migranti e dei profughi, seguendo così la strada dell’accoglienza e dell’aiuto ai più deboli.

Giovanni Azzara

Ex studente in Teologia, attualmente studia "Lettere, Sapere Umanistico e Formazione", appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, collabora con Radio Panorama e Radio Spazio Noi inBlu.

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