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La Cattedra di Pietro e la responsabilità dei cristiani

DiMichelangelo Nasca

Feb 22, 2022

La ricorrenza liturgica della “Cattedra di San Pietro” è un’antichissima festa che risale al terzo secolo. Essa intende onorare l’autorità che Cristo conferì all’Apostolo Pietro, e che nella Cattedra trova il suo principale simbolismo ecclesiale, soprattutto per il fatto che fu Cristo stesso ad istituirla come strumento utile a garantire i suoi insegnamenti, dando a Pietro e gli Apostoli il compito di trasmettere con autorità il suo pensiero e la sua volontà. «Onorando perciò il magistero gerarchico della Chiesa – dichiarava Paolo VI – onoriamo Cristo Maestro e riconosciamo quel mirabile equilibrio di funzioni da Lui stabilito, affinché la sua Chiesa potesse perennemente godere della certezza della verità rivelata, dell’unità della medesima fede, della coscienza della sua autentica vocazione, dell’umiltà di sapersi sempre discepola del divino Maestro» (Udienza generale, 22 febbraio 1967).

«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16, 16). Possiamo considerare queste parole la prima professione di fede pronunciata da Pietro. E’ Dio Padre che rivela al primo pontefice dell’era cristiana l’identità del Figlio. Pietro, un umile pescatore di Galilea, è l’apostolo designato dal Padre e chiamato dal Figlio a guidare e sostenere la fede della Chiesa. Compito di Pietro e di tutti i suoi successori è quello di guidare il Popolo di Dio nella professione di fede in Cristo. «La Cattedra di Roma – diceva Benedetto XVI insediandosi sulla Cathedra romana del Vescovo di Roma, il 7 maggio 2005 – è anzitutto Cattedra di questo credo».

La parola “credere”, quella stessa parola che mosse la fede di Abramo, diventa per Pietro il primo e fondamentale atto di adesione a Cristo. Credere in Dio significa muoversi verso di Lui, affidarsi, lasciarsi condurre. Pietro – e di conseguenza tutti coloro che gli succedono nel ministero – ha il compito di confermare la fede dei fratelli nonostante le sue personali fragilità, con il sostegno e la preghiera di tutti i cristiani.

Il Papa, infatti, non è un “selfie” da conservare nel “desktop” del proprio computer o nella bacheca del profilo Facebook! Egli è il principale responsabile del legame tra Dio e il mondo, il garante della fede, colui che in prima persona chiarisce e pone all’attenzione di tutti Cristo e il suo Vangelo.

Anche noi, pertanto, in quanto battezzati, abbiamo la responsabilità di accompagnare con la nostra preghiera il difficile compito del ministero petrino.

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Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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