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La chiamata universale alla santità

DiMaria Catena

Dic 13, 2021

Giorno 1 Novembre la Chiesa celebra la Solennità di Tutti i Santi, da più di cinquant’anni ha compreso e detto ufficialmente, nel quinto capitolo della Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, che la chiamata alla santità è universale, come unica strada percorribile per attraversare la porta della salvezza. Tutti i fedeli del Cristo quindi siamo invitati e tenuti a perseguire la santità: «Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità» (n. 9). Nonostante questo, fatichiamo ancora a credere che sia possibile per noi, forse perché pensiamo che il tutto sia per nostro merito, come se fossimo capaci di farci santi da soli, una santità “fai da te”.

Non è vero! È Dio che ci fa santi, è lo Spirito che ci santifica. In tanti hanno vissuto e vivono la santità di Dio, anzi vivono della santità di Dio, alla Sua presenza, nutrendosi di Cristo col pane eucaristico e lasciandosi trasformare dalla grazia santificante dei Sacramenti. I santi sono coloro che si abbandonano fiduciosamente al volere di Dio. Scrive papa Francesco che «la santità non è per gli uomini perfetti ma per coloro che ogni volta che cadono si rialzano perché sanno di poter confidare in un Padre misericordioso» (Gaudete et Exsultate, n. 22). E ancora, «non tutto quello che dice un santo è pienamente fedele al Vangelo, non tutto quello che fa è autentico e perfetto. Ciò che bisogna contemplare è l’insieme della sua vita, il suo intero cammino di santificazione, quella figura che riflette qualcosa di Gesù Cristo e che emerge quando si riesce a comporre il senso della totalità della sua persona» (Ib., n. 22).

Il disegno del Padre è Suo Figlio Gesù Cristo, e noi in Lui. «In definitiva, è Cristo che ama in noi, perché “la santità non è altro che la carità pienamente vissuta”. Pertanto, “la misura della santità è data dalla statura che Cristo raggiunge in noi, da quanto, con la forza dello Spirito Santo, modelliamo tutta la nostra vita sulla sua”. Così, ciascun santo è un messaggio che lo Spirito Santo trae dalla ricchezza di Gesù Cristo e dona al suo popolo» (Ib., n. 21). Anche don Pino Puglisi ci ha lasciato una bella testimonianza attraverso un invito chiaro, scriveva: «Bisogna cercare di seguire la nostra vocazione, il nostro progetto d’amore. Ma non possiamo mai considerarci seduti al capolinea, già arrivati. Si riparte ogni volta. Dobbiamo avere umiltà, coscienza di avere accolto l’invito del Signore, camminare, poi presentare quanto è stato costruito per poter dire: sì, ho fatto del mio meglio». E allora ecco che – afferma Andrè Bernard – «l’uomo che possiede lo Spirito Santo diventa capace di capire il senso profondo della Sacra Scrittura e poi di guidare gli altri sul cammino della santità, ossia alla pienezza della vita».

Maria Catena

Docente di Liturgia, scrive per Theofilos, la rivista della Scuola Teologica di Base “San Luca Evangelista” dell’Arcidiocesi di Palermo.

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