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Martiri di di Compiègne

DiMichelangelo Nasca

Dic 12, 2021

Luglio 1789, l’inizio della Rivoluzione francese portò alla soppressione degli Ordini religiosi. Sedici Carmelitane Scalze del monastero dell’Incarnazione di Compiègne (Francia) rifiutarono di abbandonare l’abito monastico e, offrendosi in olocausto a Dio, professarono un solenne e particolare atto di consacrazione.

Cacciate inizialmente dal proprio monastero, le sedici Carmelitane continuarono la loro vita di preghiera divise in quattro gruppi sparsi per la città. Scoperte e denunciate, furono condotte a Parigi il 13 luglio 1794 e rinchiuse nel carcere della Conciergerie. Trascorsero in carcere – cantando e lodando il Signore e la Vergine Madre – la solennità della Madonna del Carmine del 16 luglio. Il giorno dopo, con giudizio sommario furono condannate a morte dal tribunale rivoluzionario per la loro fedeltà a Dio, considerato dai rivoluzionari “fanatismo”.Il 17 luglio del 1794 – tra due ali di folla incredula e silenziosa – le sedici Carmelitane Scalze furono accompagnate al patibolo in una carretta, mentre cantavano con sorprendente e gioiosa convinzione il Miserere, la Salve Regina e il Te Deum.

Una dopo l’altra, le coraggiose Carmelitane – al canto del Veni Creator Spiritus, e dopo aver rinnovato davanti alla Priora la loro professione religiosa – vennero crudelmente ghigliottinate. L’ultima ad essere martirizzata fu la priora, Teresa di S. Agostino. Papa Pio X beatificò le Martiri carmelitane di Compiègne il 27 maggio 1906, fissandone la memoria liturgica il 17 luglio.

Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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