L’evangelizzazione deve rimanere la motivazione fondamentale di tutta la Chiesa perché solo così la fede riscopre la sua bellezza e la sua credibilità attraverso una testimonianza concreta d’amore e verità. Questo compito è urgente soprattutto in Occidente, dove la crisi della fede e l’indifferenza religiosa, unite a una cultura tecnologica che non risponde alle grandi domande esistenziali, rischiano di spegnere la ricerca di senso. L’incontro con Cristo è l’unico in grado di restituire pienezza di significato alla vita e di assicurare fondamenta affidabili per un futuro di pace e fraternità.

Questa analisi è stata tracciata da Papa Leone XIV durante il recente incontro con i partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’Evangelizzazione. Il Pontefice ha sottolineato una interessante ripresa e richiesta di spiritualità nella vita dei giovani che cercano nel Vangelo il segreto della felicità, e per rispondere a questa domanda di verità – secondo Papa Leone –, l’evangelizzazione non deve fare affidamento sull’efficienza delle strutture o sul consenso sociale, ma sulla fiducia nello Spirito Santo.

Oggi la trasmissione della fede affronta la sfida di una società ipermediatica e consumistica che riduce la capacità di ricercare con pazienza la verità, trasformando ogni messaggio in una semplice opinione e provocando una povertà spirituale nei più giovani. La fede si trasmette incontrando persone e comunità capaci di esprimere la gioia e la coerenza evangelica della fede cristiana.

È chiaro ed energico il richiamo del Pontefice contro la tendenza moderna a relativizzare e rendere liquidi i contenuti fondamentali dell’annuncio evangelico: «Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo, ma testimoniando con umiltà e coraggio “la via, la verità e la vita” che ha convertito e santificato tante persone».

Richiamando il pensiero di Benedetto XVI, il Papa ricorda che il mondo ha bisogno di persone toccate da Dio, illuminate dalla sua luce e capaci di aprire il cuore degli altri, poiché la santità della vita rimane la forma più convincente per comunicare la bellezza della fede: «[…] Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini» (L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, Siena 2005, 63-64).

Infine, Papa Leone sottolinea il ruolo determinante affidato alla catechesi e all’impegno formativo, invitando a riservare particolare cura ai catecumeni che chiedono il Battesimo, i quali devono trovare nella comunità parrocchiale un ambiente accogliente e relazioni fraterne che proseguano anche dopo la celebrazione del sacramento, tendendo sempre alla misura alta della vita cristiana. Allo stesso modo, i ragazzi che ricevono la Cresima vanno accompagnati con iniziative efficaci e con un’attenzione personale che rifletta l’amore unico del Signore.

Foto: screenshot Vatican Media 

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.