Mentre attraversa la storica via del Cassaro, il professor Baldo Lo Cicero sceglie di sostare presso la maestosa Chiesa-Auditorium del Santissimo Salvatore, offrendo un racconto della sua evoluzione artistica supportato dal proprio archivio fotografico.

L’edificio attuale sorge sulle fondamenta di un’antica struttura normanna, integralmente rinnovata a partire dal 1528. Il vero salto di qualità avvenne però nella seconda metà del Seicento, quando le abbienti religiose dell’ordine basiliano decisero di commissionare all’architetto Paolo Amato un tempio che superasse in magnificenza ogni altra costruzione cittadina. I lavori, svoltisi tra il 1682 e il 1700, portarono alla consacrazione del 1704, segnando il definitivo superamento del rigore seicentesco a favore di un’estetica barocca fatta di linee curve, scenografie dinamiche e una ricca policromia marmorea.

L’innovazione principale risiede nell’abbandono della classica pianta basilicale palermitana per una struttura a dodecagono con un’unica, vasta aula. Su questo perimetro si innestano la cupola ellittica e le cappelle laterali, creando un insieme decorativo armonico e fastoso. Nonostante la sua bellezza, il monumento ha vissuto una storia conservativa travagliata: nel 1763 fu necessario aggiungere un loggiato esterno per proteggere la cupola dalle piogge, mentre nel 1914 gravi cedimenti strutturali alle fondamenta richiesero interventi urgenti per evitarne la distruzione.

Se l’esterno presenta una facciata dal disegno fluido e sinuoso, l’interno conserva solo parzialmente lo splendore di quello che fu il massimo esempio del barocco fiorito a Palermo. Dei grandiosi affreschi di Vito D’Anna che decoravano la cupola restano oggi soltanto pochi lembi, mentre nel vestibolo sono ancora visibili le sue raffigurazioni delle Virtù cardinali e scene di vita di San Basilio.

La volta del presbiterio porta invece la firma di Filippo Tancredi, anche se gran parte del corredo artistico originale è andato perduto, fatta eccezione per un pregevole Crocifisso seicentesco. Poco distante, al numero 14 della salita omonima, si erge Palazzo Natoli, nobile residenza del 1765 caratterizzata da un imponente portale in pietra di Billiemi e da eleganti interni decorati da Gioacchino Martorana.

Testi consultati per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore; https://www.santiebeati.it/

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Foto: © Baldo Lo Cicero

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.