Attraverso i suoi scatti fotografici, il professor Baldo Lo Cicero ci conduce alla scoperta della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Situato tra il Cassaro e la via che ne prende il nome, l’edificio appare oggi parzialmente interrato a causa del progressivo sollevamento del manto stradale circostante.
La configurazione originaria del tempio, sorto tra il 1526 e il 1527, differiva notevolmente da quella contemporanea: la struttura si estendeva infatti verso oriente, ospitando il coro e le cappelle principali in quella zona che oggi corrisponde al Cassaro morto. La svolta avvenne nel 1581 con l’apertura di questa nuova strada, un intervento urbanistico radicale che costrinse a dimezzare la chiesa e a riorganizzare alla meglio gli spazi superstiti. In quel periodo venne realizzata la facciata sul Cassaro, mantenendo lo stile preesistente e aggiungendo un imponente attico per mascherare il taglio netto e impreciso delle coperture superiori.
Il prospetto principale originario guardava a ovest, ma a seguito delle demolizioni vi vennero addossati dei corpi di fabbrica che, abbattuti in epoca recente, sono stati purtroppo ricostruiti senza troppi criteri storici. All’esterno, i blocchi di pietra squadrata e levigata creano una superficie geometrica lineare su cui risaltano i portali di scuola gaginesca e le finestre a edicola di gusto classico.
Varcata la soglia, si nota immediatamente come l’altare maggiore occupi oggi lo spazio che un tempo fungeva da ingresso principale. L’aula si articola in tre navate coperture da volte a crociera, le quali poggiano su archi a sesto acuto sorretti da snelli pilastri. Le raffinate colonne terminano con singolari capitelli compositi ornati da figure di grifoni e ricchi dettagli scultorei, che testimoniano l’abilità tecnica e artistica dei maestri della bottega dei Gagini.
Le cappelle laterali si aprono invece tramite archi a tutto sesto sorretti da gruppi di tre paraste. L’impronta dello stile tardo-gotico catalano si riflette nell’intera concezione strutturale, manifestandosi in modo evidente nel raccordo tra colonne e archi acuti e nelle coperture a costoloni; di grande pregio sono la spettacolare volta a stella del tiburio e le minuziose incisioni sui basamenti delle colonne.
Il patrimonio artistico interno custodisce un Angelo dell’Annunciazione scolpito dalla cerchia dei Gagini e tre dipinti su tavola risalenti al Cinquecento. Tra questi spiccano un trittico raffigurante la Madonna con il Bambino e santi posizionato nella seconda cappella destra, un’Annunciazione autografa di Giovan Paolo Fondulli e una rappresentazione della Vergine tra i Santi, circondata da scene della Passione, custodita nella prima cappella sul lato destro.
Testo consultato per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore.
Guarda gli altri servizi precedentemente pubblicati
Foto: © Baldo Lo Cicero
Segui Porta di Servizio
Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/porta_diservizio sul gruppo Telegram.