Poco distante da piazza Magione, nel centro storico di Palermo, sorge la piccola chiesa dedicata ai Santi Giuliano ed Euno, edificata nel 1645 come sede della confraternita dei portantini. Il professor Baldo Lo Cicero, anche questa volta, si dirige verso la chiesetta per raccontarne la storia attraverso le sue apprezzate fotografie.

L’edificio si distingue grazie alla sua facciata barocca ricca di fascino, caratterizzata da un portale sormontato da un timpano spezzato e da una loggetta superiore arricchita da volute laterali e da una torre campanaria posta al centro.

Lo spazio interno si sviluppa in un’unica navata con due altari posti ai lati, mentre nel sottosuolo si estende una vasta cripta, persino più ampia della chiesa stessa, dove si trovano nicchie decorate un tempo utilizzate per l’esposizione dei defunti sottoposti a essiccazione. La struttura è stata interamente recuperata grazie a un restauro completato all’inizio del ventunesimo secolo.

Chi erano Giuliano ed Euno?

I santi Giuliano ed Euno, facenti parte del gruppo dei tredici martiri alessandrini, vengono celebrati dalla Chiesa il 27 febbraio. Il racconto del loro sacrificio è giunto fino a noi attraverso gli scritti di San Dionigi, vescovo di Alessandria nel III secolo, il quale documentò le violenze subite dai cristiani durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Decio.

Secondo la tradizione, intorno all’anno 249, Giuliano fu condotto davanti ai magistrati ma, essendo impossibilitato a camminare a causa della gotta ai piedi (podagra), dovette farsi accompagnare da due servi cristiani (circostanza che spiega il titolo di protettori dei portantini). Sebbene uno di loro scelse di rinnegare il proprio credo per salvarsi, l’altro servitore, Cronione, noto come Euno, scelse di restare fedele a Giuliano e alla sua religione.

Entrambi rifiutarono con fermezza di onorare le divinità pagane e per questo furono condannati a una punizione esemplare. Legati sul dorso di alcuni cammelli, vennero fatti sfilare per le strade della città sotto i colpi di frusta tra l’indifferenza della folla, per poi essere giustiziati tra le fiamme di un grande rogo o, secondo altri racconti storici, immersi nella calce viva.

Testi consultati per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore; https://www.santiebeati.it/

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Foto: © Baldo Lo Cicero

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.