Una lettera e una preghiera in vista dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Papa Leone XIV ha indirizzato una missiva alla ministri generali della conferenza della famiglia francescana, ossia l’organismo che rappresenta i vari ordini che seguono le orme e l’esempio del Poverello d’Assisi.

L’occasione è l’apertura delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo avvenuta il 3 ottobre del 1226 (il trapasso avvenne dopo il tramonto, quindi secondo l’uso medievale si era già al 4 ottobre). In via eccezionale, e per la prima volta nella storia, i francescani esporranno alla venerazione le spoglie mortali di Francesco dal 22 febbraio al 22 marzo nella basilica inferiore della cittadina umbra.

La lettera

Un evento che anche il Santo Padre ha voluto celebrare con una lettera ai francescani. “Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Poverello d’Assisi che ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo – ha scritto Leone XIV -. Desidero unirmi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società”.  

La pace dono di Dio

Un’occasione in cui il pontefice ha voluto richiamare alla pace. “All’inizio della sua vita evangelica (Francesco) aveva ascoltato una chiamata: ‘Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: Il Signore ti dia pace’. Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno”.

“In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare – continua il Papa -. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato”.

La preghiera

La lettera si conclude con una preghiera che il Papa ha consegnato ai francescani e quindi al mondo, dedicata al santo d’Assisi:

San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono
andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato,
intercedi per noi presso il Signore.

Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera,
insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione
che abbatte ogni muro.

Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra
e di incomprensione,
donaci il coraggio di costruire ponti
dove il mondo erige confini,

In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni,
intercedi perché diventiamo operatori di pace:
testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo.
Amen
.

Per approfondire

La lettera del Papa

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Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.