Costruita subito dopo il 1130 – per volere del re Ruggero II di Sicilia – e consacrata nel 1143, la Cappella Palatina è uno dei capolavori di arte sacra che fanno della città di Palermo un museo a cielo aperto: uno scrigno colmo di tesori ancora oggi capace di attrarre incessantemente pellegrini e turisti da tutto il mondo. E il professor Baldo Lo Cicero – instancabile cultore dell’arte fotografica e della bellezza – ci regala in questo tempo di Natale alcune delle sue foto.

L’accesso principale alla Cappella è introdotto da un loggiato in laterizio con archi acuti sorretti da alti piedritti. Sebbene i mosaici delle pareti interne siano rifacimenti moderni, essi sostituiscono le decorazioni cinquecentesche originali di Pietro Oddo. All’interno (m 32 di lunghezza, m 12,40 di altezza e m 18 l’altezza della cupola), la struttura colpisce per l’armoniosa fusione tra la pianta basilicale latina delle navate e quella centrica del santuario, quest’ultimo rialzato e coronato da una cupola emisferica. Dieci agili colonne sostengono gli archi acuti che separano le navate, creando uno slancio verticale sorprendente per le dimensioni contenute dell’edificio.

Le decorazioni musive, capolavoro di maestranze bizantine e collaboratori locali, rivestono ogni superficie superiore, dalle absidi alla cupola, fondendosi con i soffitti lignei. Sotto il profilo cronologico, i mosaici del santuario e della navata centrale risalgono a poco dopo il 1140, mentre quelli delle navate laterali appartengono all’epoca di Guglielmo I. L’apparato iconografico segue i canoni bizantini, ma con varianti uniche: alcuni dettagli furono infatti dettati dai sovrani per celebrare, attraverso l’arte sacra, il proprio prestigio politico.

Testo consultato per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore.

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Foto: © Baldo Lo Cicero

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.