Gli scatti fotografici del professor Baldo Lo Cicero offrono un’introduzione alla Chiesa di Sant’Anna La Misericordia di Palermo, così chiamata perché costruita sul sito di una precedente chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia.
La costruzione del monumentale edificio – edificata tra il 1606 e il 1632 – fu lenta, a causa di difficoltà legate al terreno melmoso e privo di roccia, che richiese l’uso di grossi massi di pietra come fondazioni.
La facciata, aggiunta molto più tardi nella prima metà del Settecento (era in costruzione nel 1736), è considerata una delle più scenografiche del barocco palermitano. Progettata dal trapanese Giovanni Amico, presenta un profilo mosso e una linea sinuosa, mantenendo però, nella sovrapposizione degli ordini e nell’aggetto delle colonne, la monumentalità tipica del primo barocco locale.
La decorazione scultorea del XVIII secolo, sebbene di fine tecnica, mostra un’espressione delle figure piuttosto manierata. Fu realizzata da Giacomo Pennino e Lorenzo Marabitti su modelli e disegni di Giacomo Serpotta.
Nel primo ordine, entro nicchie, sono rappresentati: «S. Giuseppe», «S. Elisabetta», «S. Anna», «S. Gioacchino»; sull’attico: «S. Antonio di Padova» e «S. Luigi IX». Sulla porta maggiore è un grande rilievo con la «Pietà» di Lorenzo Marabitti.
L’impianto interno, con la navata maggiore, il transetto e il presbiterio, conserva l’impostazione del tardo Cinquecento, caratterizzata da ampie volumetrie esaltate da colonne e archi a tutto sesto (una cupola progettata non fu mai realizzata).
Nel Settecento, a queste strutture chiare si sovrappose una fastosa decorazione ad affresco. Gran parte di questi affreschi scomparve dalle navate dopo i restauri seguiti al terremoto del 1823. Tuttavia, sono ancora visibili (anche se in parte rimaneggiati) nel transetto, presbiterio e in alcune cappelle.
Pregevoli, di questi affreschi, l’«Ascensione» di Vito D’Anna, realizzata con ritmo travolgente e toni squillanti (nella volta dell’ala s. del transetto), ed una «Assunzione della Vergine» di Filippo Tancredi (volta dell’ala d. del transetto).
Testi consultati per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore; Saverio Schirò in https://www.palermoviva.it.
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Foto: © Baldo Lo Cicero
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