L’origine del Convento di Santa Maria di Gesù – qui raccontata dalle immagini del professor Baldo Lo Cicero – è datata al 1426, anno in cui il Beato Matteo d’Agrigento diede impulso alla realizzazione del primo piano del complesso, inclusivo del chiostro. Successivamente, nel 1578, la gestione del convento passò nelle mani dei Frati Riformati. Fu San Benedetto da San Fratello, in qualità di primo guardiano, a supervisionare e avviare l’edificazione del secondo piano della struttura.
Nel corso dei secoli, la chiesa conventuale è stata oggetto di frequenti modifiche. L’intervento più significativo risale al 1495, quando Don Gaspare Bonetti fece dono della sua cappella funeraria, la quale era annessa al muro esterno della chiesa. Per supportare il piano superiore (destinato a ospitare il coro), furono erette due colonne, e in questa fase fu aperta la porta principale sul lato occidentale. Ai lati di questa porta si possono osservare pilastri decorati con bassorilievi raffiguranti i mezzi busti dei dodici apostoli, mentre l’architrave è impreziosita da una scultura in altorilievo che ritrae l’Eterno Padre circondato da angeli.
All’interno dell’abside si trova un affresco che ha per soggetto la Vergine Maria attorniata da figure angeliche. Sul retro dell’abside, invece, è presente una finestra in legno intagliato, attualmente chiusa, su cui è scolpito il nome di Gesù.
Il chiostro, di pianta quadrangolare e in stile quattrocentesco, presenta una dimensione ben proporzionata e fu realizzato durante il periodo del Beato Matteo di Agrigento. Le sue colonne si distinguono per la forma tozza e i capitelli solo abbozzati, creando un’atmosfera che favorisce la meditazione e la devozione spirituale. Al centro dello spazio aperto si trova una fontana decorata con maioliche.
Il complesso monastico è situato alle pendici del monte Grifone. Tramite una rete di viottoli e sentieri che si snodano tra la vegetazione di ulivi, querce e mandorli, è possibile raggiungere piccoli eremi. Questi luoghi erano frequentati dai frati per ritiri di preghiera e penitenza; tra i religiosi che vi si recavano figurano il venerabile Innocenzo da Chiusa e San Benedetto da San Fratello.
Testo consultato per questo contributo in https://www.ofmsicilia.it
Guarda gli altri servizi precedentemente pubblicati
Foto: © Baldo Lo Cicero
Segui Porta di Servizio
Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/porta_diservizio sul gruppo Telegram.