Il femminicidio avvenuto a Castelvetrano lo scorso giugno è un evento che ha scosso profondamente non solo la comunità locale, ma tutta quanta la società civile. Mary Bonanno, 49 anni, è stata uccisa dal marito, Francesco Campagna 55 anni, con 35 coltellate. L’uomo è stato poi ritrovato, senza vita nel cortile di casa. Un tragico episodio che ancora una volta mette in luce l’ombra cupa della violenza domestica, troppo spesso invisibile agli occhi esterni.
Il servizio alla Caritas parrocchiale
Mary non era soltanto una moglie, ma un volto conosciuto e amato da tante persone. Da anni era impegnata con la Caritas parrocchiale, punto di riferimento per chi vive nel bisogno. Sempre presente, sempre pronta a offrire ascolto, conforto, aiuto concreto. Il suo impegno nel sociale era quotidiano e silenzioso, guidato da un profondo senso del dovere e della solidarietà verso gli ultimi.
Durante i funerali, celebrati nella chiesa di Maria Santissima Annunziata di Castelvetrano, il parroco don Rino Randazzo, aveva voluto ricordarla non solo come vittima di una violenza ingiustificabile, ma soprattutto come “donna speciale, una donna di carità, testimone di un amore concreto per il prossimo”.
Il ricordo del Parroco
Ha raccontato di come la donna per amore avesse lasciato Palermo per trasferirsi a Castelvetrano, con l’uomo che ha messo fine alla sua vita. “Mary, si prendeva cura degli altri, spesso dimenticando se stessa“. Parole quelle di don Randazzo che hanno avuto una forte risonanza nei presenti, toccando profondamente tutta quanta la comunità.
Il caso di Mary Bonanno non deve restare un fatto isolato da piangere e dimenticare. Deve diventare un punto di svolta. La sua morte ci interroga ancora una volta e ci mette davanti ad una responsabilità collettiva: quella di non restare in silenzio. Serve una rete forte e solidale, serve educazione, prevenzione, ascolto. Serve incoraggiare le donne a denunciare, a fidarsi delle istituzioni, a sapere che non sono sole.
In Italia, i numeri parlano chiaro: una donna viene uccisa ogni tre giorni, nella maggior parte dei casi da un partner o ex partner. Ma dietro ogni statistica c’è un volto, una storia, una vita come quella di Mary Bonanno. Una donna che ha dato tanto e che meritava protezione, rispetto, amore.
Una targa in ricordo di Mary

Il 6 luglio scorso, il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, ha benedetto i locali della Caritas parrocchiale della comunità di Maria SS. Annunziata e la targa in ricordo di Mary Bonanno che proprio in quei locali parrocchiali svolgeva con amorevole dedizione il servizio verso il prossimo.
A pochi mesi dal brutale femminicidio di Mery Bonanno, il sindaco di Castelvetrano avrebbe accolto la richiesta di installare una panchina in sua memoria di fronte alla scuola dove la donna lavorava. Un modo questo per non dimenticare, perché la dolcezza, la forza silenziosa e l’amore che Mary ha seminato non vadano perduti nel rumore dell’indifferenza.
Il suo nome diventi un impegno, un grido e una promessa contro ogni violenza. Non dimentichiamo che la lotta alla violenza non è un’azione solitaria, ma una battaglia che si vince insieme.
Foto:
Segui Porta di Servizio
Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/portadiservizio sul gruppo Telegram.