E’ uno dei titoli con cui i cristiani, sin dall’età medievale, si rivolgono a Maria ed è uno dei più diffusi. Il 22 agosto la Chiesa cattolica celebra la memoria obbligatoria della “Beata Vergine Maria Regina”, voluta da Pio XII nel 1954 con l’Enciclica “Ad Coeli Reginam”.
Un appellativo caro alla pietà popolare, come dimostra la preghiera del “Salve Regina”, e che è ha comportato la raffigurazione della madre di Dio incoronata dal Figlio, segno della sua partecipazione alla regalità di Cristo.
Il primo a chiamarla così fu Sant’Efrem nel IV secolo, seguito da numerosi Padri della Chiesa. La memoria liturgica, che il Concilio ha voluto collocare sulla scia della solennità dell’Assunta (prima era fissata al 31 maggio), ci ricorda che Maria rimane – come dice il Messale romano – “modello e segno di speranza per tutti i cristiani”, chiamati a partecipare alla regalità di Gesù.
Ed è proprio per la festa di Maria Regina che quest’anno Papa Leone XIV ha voluto indire una giornata di preghiera e digiuno per la pace, tema caro anche a Giovanni Pacelli.

Le parole di Pio XII
Come detto, infatti, a volere la festa della regalità di Maria fu Papa Pio XII che, il primo novembre del 1954, incoronando in San Pietro l’immagine di Maria ‘Salus populi romani’, così spiegò la sua scelta.
“I fedeli cristiani non ripetono forse già da secoli nelle Litanie Lauretane le invocazioni, che salutano Maria col nome di Regina? E la recita del santo Rosario, proponendo in pia meditazione la memoria dei gaudi, dei dolori e delle glorie della Madre di Dio, non termina forse col ricordo radioso di Maria accolta in cielo dal suo Figliuolo e da Lui ornata col diadema reale? Non è stata dunque Nostra intenzione d’introdurre qualche novità, ma piuttosto di far brillare agli occhi del mondo, nelle presenti circostanze, una verità atta ad apportare rimedio ai suoi mali, a liberarlo dalle sue angosce e ad indirizzarlo verso il cammino di salute, che esso ansiosamente ricerca”.
Una regalità, quella di Maria, invocata per la pace nel mondo che negli anni Cinquanta, come oggi, non sembrava scontata. “L’origine delle glorie di Maria, il momento solenne che illumina tutta la sua persona e la sua missione, è quello in cui, piena di grazia, rivolse all’Arcangelo Gabriele il ‘Fiat’, che esprimeva il suo assenso alla disposizione divina; in tal guisa Ella diveniva Madre di Dio e Regina, e riceveva l’ufficio regale di vegliare sulla unità e la pace del genere umano. Per Lei noi abbiamo la ferma fiducia che l’umanità s’incamminerà a poco a poco in questa via di salvezza; Ella guiderà i capi delle nazioni e i cuori dei popoli verso la concordia e la carità”.
Parole che, pronunciate più di 70 anni fa, risuonano tristemente attuali. “Che cosa dunque potrebbero fare i cristiani nell’ora presente, in cui l’unità e la pace del mondo, ed anzi le sorgenti stesse della vita, sono in pericolo, se non volgere lo sguardo verso Colei, che apparisce loro rivestita della potenza regale? Come Ella avviluppò già nel suo manto il Fanciullo divino, primogenito di tutte le creature e di tutta la creazione, così degnisi ora di avvolgere tutti gli uomini e tutti i popoli con la sua vigilante tenerezza; degnisi, come Sede della Sapienza, di far rifulgere la verità delle parole ispirate, che la Chiesa applica a Lei: ‘Per mezzo mio regnano i re, e i magistrati amministrano la giustizia; per mezzo mio comandano i principi e i sovrani governano con rettitudine’. Se il mondo lotta al presente senza tregua per conquistare la sua unità, per assicurare la pace, l’invocazione del regno di Maria è, al di sopra di tutti i mezzi terreni e di tutti i disegni umani sempre in qualche modo difettosi, la voce della fede e della speranza cristiana, salde e forti delle promesse divine e degli aiuti inesauribili, che questo impero di Maria ha diffusi per la salvezza della umanità”.
La preghiera a Maria
Questa la preghiera pronunciata da Papa Pio XII in San Pietro il primo novembre del 1954.
“Dal profondo di questa terra di lacrime, ove la umanità dolorante penosamente si trascina; tra i flutti di questo nostro mare perennemente agitato dai venti delle passioni; eleviamo gli occhi a voi, o Maria, Madre amatissima, per riconfortarci contemplando la vostra gloria, e per salutarvi Regina e Signora dei cieli e della terra, Regina e Signora nostra.
Questa vostra regalità vogliamo esaltare con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il vostro essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità, per conquista.
Regnate, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità, dirigendoci e assistendoci, affinchè non ce ne allontaniamo giammai.
Come nell’alto del cielo Voi esercitate il vostro primato sopra le schiere degli Angeli, che vi acclamano loro Sovrana; sopra le legioni dei Santi, che si dilettano nella contemplazione della vostra fulgida bellezza; così regnate sopra l’intero genere umano, soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono il vostro Figlio. Regnate sulla Chiesa, che professa e festeggia il vostro soave dominio e a voi ricorre come a sicuro rifugio in mezzo alle calamità dei nostri tempi. Ma specialmente regnate su quella porzione della Chiesa, che è perseguitata ed oppressa, dandole la fortezza per sopportare le avversità, la costanza per non piegarsi sotto le ingiuste pressioni, la luce per non cadere nelle insidie nemiche, la fermezza per resistere agli attacchi palesi, e in ogni momento la incrollabile fedeltà al vostro Regno.
Regnate sulle intelligenze, affinchè cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinchè seguano solamente il bene; sui cuori, affinchè amino unicamente ciò che voi stessa amate.
Regnate sugl’individui e sulle famiglie, come sulle società e le nazioni; sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi, come sulle semplici aspirazioni degli umili.
Regnate nelle vie e nelle piazze, nelle città e nei villaggi, nelle valli e nei monti, nell’aria, nella terra e nel mare; e accogliete la pia preghiera di quanti sanno che il vostro è regno di misericordia, ove ogni supplica trova ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute, e dove, quasi al cenno delle vostre soavissime mani, dalla stessa morte risorge sorridente la vita.
Otteneteci che coloro, i quali ora in tutte le parti del mondo vi acclamano e vi riconoscono Regina e Signora, possano un giorno nel cielo fruire della pienezza del vostro Regno, nella visione del vostro Figlio, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia!”.
Foto: “Incoronazione della Vergine con la Trinità”, Diego Velázquez, Museo del Prado a Madrid
Per approfondire
Papa Leone XIV: “Venerdì giornata di preghiera e digiuno per la pace”
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