Nel suo secondo giorno di pontificato, Papa Leone XIV ha incontrato il Collegio Cardinalizio. Dopo aver guidato la recita del Padre Nostro e dell’Ave Maria in latino, il Pontefice ha strutturato l’incontro in due momenti: «un piccolo discorso con le riflessioni che vorrei condividere con voi», e una seconda parte, «un po’ – chiarisce Papa Leone – come l’esperienza che molti di voi avete chiesto, di una specie di condivisione con il Collegio Cardinalizio per poter sentire quali consigli, suggerimenti, proposte, cose molto concrete, di cui si è già parlato un po’ nei giorni prima del Conclave»
Questa impostazione sottolinea significativamente l’intenzione del nuovo Pontefice di instaurare un dialogo aperto e collaborativo con i cardinali, la cui presenza – precisa Papa Leone – «mi ricorda che il Signore, che mi ha affidato questa missione, non mi lascia solo nel portarne la responsabilità. So prima di tutto di poter contare sempre, sempre sul suo aiuto, l’aiuto del Signore, e, per sua Grazia e Provvidenza, sulla vicinanza vostra e di tanti fratelli e sorelle che in tutto il mondo credono in Dio, amano la Chiesa e sostengono con la preghiera e con le buone opere il Vicario di Cristo».
Dopo aver ricordato la figura di Papa Francesco, ha ringraziato il Decano del Collegio Cardinalizio, Cardinale Giovanni Battista Re, «merita un applauso – ha detto Leone XIV –, almeno uno se non di più, la cui sapienza, frutto di una lunga vita e di tanti anni di fedele servizio alla Sede Apostolica, ci ha molto aiutato in questo tempo». Ringraziamenti anche per il Cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa.
Il Signore Risorto è presente in mezzo a noi, protegge e guida la Chiesa e continua a ravvivarla nella speranza, attraverso l’amore, una consapevolezza che il nuovo Successore di Pietro richiama spesso nei suoi primi discorsi; «A noi spetta – precisa Papa Leone XIV– farci docili ascoltatori della sua voce e fedeli ministri dei suoi disegni di salvezza, ricordando che Dio ama comunicarsi, più che nel fragore del tuono e del terremoto, nel “sussurro di una brezza leggera” (1Re 19,12) o, come alcuni traducono, in una “sottile voce di silenzio”. È questo l’incontro importante, da non perdere, e a cui educare e accompagnare tutto il santo Popolo di Dio che ci è affidato».
Poi il richiamo ad alcuni temi contenuti nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco: il ritorno al primato di Cristo nell’annuncio (cfr n. 11); la conversione missionaria di tutta la comunità cristiana (cfr n. 9); la crescita nella collegialità e nella sinodalità (cfr n. 33); l’attenzione al sensus fidei (cfr nn. 119-120), specialmente nelle sue forme più proprie e inclusive, come la pietà popolare (cfr n. 123); la cura amorevole degli ultimi, degli scartati (cfr n. 53); il dialogo coraggioso e fiducioso con il mondo contemporaneo nelle sue varie componenti e realtà (cfr n. 84; Concilio Vaticano II, Cost. Past. Gaudium et spes, 1-2).
Infine i motivi che lo hanno portato a scegliere il nome Leone XIV, di cui abbiamo già scritto qui.
Foto: screenshot – Vatican Media Live – Vatican News
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