La Chiesa di Santa Maria di Gesù avvolta dalle fiamme! È questo il drammatico epilogo della giornata di fuoco appena trascorsa, che ha interessato tutte zone collinari e gran parte della città di Palermo. Il traffico in tilt, gli ingressi delle due autostrade (per Catania e Trapani) interrotte, e una cappa di fumo che ha sovrastato la Città per tutta la durata del giorno.

Nei diversi distaccamenti dei Vigili del Fuoco è rimasto solo il centralinista, impegnato a rispondere alle innumerevoli chiamate; tutti i mezzi di soccorso e il personale – con autobotti e canadair – sono fuori e in piena attività, mentre le immagini pubblicate attraverso i social network, descrivono il dramma, per certi versi annunciato, di questa giornata infuocata.

Per la Chiesa e parte del convento dei Frati Minori di Santa Maria di Gesù non c’è stato nulla da fare; gli edifici vengono evacuati e le reliquie di San Benedetto il Moro messi in sicurezza. A fuoco anche il cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù. I danni sono ingenti.

San Benedetto – detto “il Moro” per il colore della sua pelle e le origini africane – è compatrono di Palermo assieme a Santa Rosalia. Entrato nell’Ordine dei Frati Minori, abitò il convento di Santa Maria di Gesù esercitando l’umile servizio di cuoco, e per tre anni quello di superiore del convento. Capace di scrutare i cuori, San Benedetto era apprezzato da un gran numero di devoti che lo cercavano per consultarlo, fra questi – oltre a sacerdoti, teologi e laici – vi era perfino il viceré di Sicilia. Le doti umane e caritatevoli verso gli ultimi che gli valsero il soprannome di “Santo Moro”. Morì il 4 aprile 1589, e il suo culto si diffuse rapidamente in tutta Italia, in Spagna, nel resto dell’Europa e in nell’America del Sud. 

Il senato di Palermo nel 1713 gli attribuì il titolo di patrono della città. Nel 1807 Papa Pio VII lo elevò agli onori degli altari proclamandolo santo. 

Le fiamme non sono certamente frutto di autocombustione, ormai da anni è chiara la matrice piromane di tali eventi. Nel 2017 l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, a tal proposito ebbe a dire: «Questi criminali che oltre ad essere puniti dalla legge dello Stato sono dei peccatori che vanno esclusi dalla comunità cristiana. Uno non può pensare di bruciare un bosco e poi andarsi a fare la comunione, andare in chiesa e battersi il petto. Chi ha fatto questo ha offeso Dio, ha offeso il creato e le persone».

Foto: ilsicilia.it

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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