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La festività del Corpus Domini da giovedì a domenica per migliorare la produttività italiana!

DiMichelangelo Nasca

Giu 18, 2022

In passato, prima del 1977, la solennità del Corpus Domini veniva celebrata il primo giovedì successivo alla domenica di Pentecoste. Si trattava – per intenderci – di una festività che il calendario civile segnava in rosso, insieme ad altre ricorrenze religiose come l’Epifania (6 gennaio), San Giuseppe (19 marzo), l’Ascensione (quaranta giorni dopo la Pasqua) e i Santi Pietro e Paolo (29 giugno).

La legge civile italiana n. 54 del 5 marzo 1977, riguardante le “Disposizioni in materia di giorni festivi”, annullò il carattere festivo civile di queste solennità, e la Chiesa dovette, di conseguenza, spostarne la solennità alla domenica successiva, togliendo inoltre il carattere di festa di precetto a San Giuseppe e ai Santi Pietro e Paolo. I motivi che portarono a questa inopportuna cancellazione erano legati all’esigenza di una migliore fecondità produttiva per l’Italia, e quelle giornate di festa – a parere dell’allora Governo Andreotti – rappresentavano – come si legge in alcuni documenti – una «negativa incidenza sulla produttività sia delle aziende che dei pubblici uffici» (relazione dell’atto Senato n. 227 – VII legislatura).

Otto anni dopo, con il D.P.R. 792/1985, venne ripristinata agli effetti civili la Solennità dell’Epifania, e, circoscritta al Comune di Roma, anche quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Per il resto, tutto rimase tristemente invariato, diversamente da altri paesi europei dove queste stesse solennità mantennero il carattere civile, in ossequio alla religione cristiana.

Tuttavia, in alcune parrocchie delle diocesi italiane è stata mantenuta la tradizione della processione Eucaristica il primo giovedì successivo alla domenica di Pentecoste, lasciando spazio, la domenica successiva, alla solenne processione cittadina del Corpus Domini.

La soppressione di queste importanti solennità della fede cristiana -dopo i quarantacinque anni trascorsi – non ha giovato all’economia italiana, e considerato il fatto che dette festività potrebbero offrire un maggiore impulso al turismo, sarebbe auspicabile il ripristino degli effetti civili delle festività di San Giuseppe, dell’Ascensione, del Corpus Domini e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo su tutto il territorio nazionale. Iniziativa che alcuni parlamentari hanno già proposto con un apposito disegno di legge.

Foto: Vatican News

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Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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