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Tempi bui per i cristiani: in aumento le persecuzioni, a rischio un cristiano su sette

DiGiovanni Azzara

Gen 24, 2022

Si chiama “World Watch List” ed è la classifica annuale di “Open Doors” (porte aperte) ossia la missione cristiana che si occupa sostenere e aiutare i cristiani che a causa dell proprio credo vengono perseguitati ogni giorno ai quattro angoli della terra. Ogni anno purtroppo i numeri in merito all’uccisione di cristiani a “causa della propria fede” tendono a salire e il 2022 secondo questo rapporto è l’anno con il numero più alto, un vero e proprio grido di allarme che è destinato probailmente a protrarsi nei prossimi anni se non verranno oresi provvedimenti.

Per “persecuzione” si intende qualsiasi ostilità subita come conseguenza dell’identificazione dell’individuo o di un intero gruppo con Cristo, questa dunque può includere atteggiamenti, parole e azioni ostili nei confronti dei cristiani. Un aumento costante da 29 anni a questa parte (da quando vengono registrati i dati) e nel rapporto sono presenti le nazioni che mostrano un livello molto alto ed estremo di persecuzione e discriminazione, ecco i numeri.

Le persecuzioni in cifre

I seguenti numeri fanno riferimento alla WWList 2022, che prende in esame il periodo: 1 ottobre 2020 – 30 settembre 2021.

Cristiani perseguitati nel mondo – oltre 360 milioni (Più di 312 milioni se si considerano solo i 50 Paesi elencati nella World Watch List 2022)

Cristiani uccisi – 5.898 // erano 4.761 nel report 2021 (+24%)

Chiese ed edifici connessi attaccati o chiusi – 5.110 // erano 4.488 nel report 2021 (+14%)

Cristiani arrestati senza processo, incarcerati – 6.175 // erano 2.813 nel report 2021 (+69%)

Cristiani rapiti – 3.829 // erano 1.710 nel report 2021 (+124%)

I posti più pericolosi

Per quanto riguarda i posti più pericolosi al mondo dove essere cristiani può costare la vita sono i seguenti:

  1. Afghanistan
  2. Corea del Nord
  3. Somalia
  4. Libia
  5. Yemen
  6. Eritrea
  7. Nigeria
  8. Pakistan
  9. India

“Il primo posto dell’Afghanistan – spiega Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors – nella World Watch List è motivo di profonda preoccupazione. Oltre all’incalcolabile sofferenza per la piccola e nascosta comunità cristiana in Afghanistan, manda un messaggio molto chiaro agli estremisti islamici di tutto il mondo: ‘Continuate la vostra brutale lotta, la vittoria è possibile’. Gruppi come lo Stato Islamico e l’Alleanza delle Forze Democratiche ora ritengono
che il loro obiettivo di costituire un califfato islamico sia di nuovo raggiungibile. Non possiamo sottovalutare il costo in termini di vite umane e miseria, che questo ritrovato senso di invincibilità sta causando”
.

CLICCA QUI per leggere l’intero rapporto

Giovanni Azzara

Ex studente in Teologia, attualmente studia "Lettere, Sapere Umanistico e Formazione", appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, collabora con Radio Panorama e Radio Spazio Noi inBlu.

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