La sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente, svoltasi a Roma dal 23 al 25 marzo sotto l’autorevole guida del Cardinale Presidente Matteo Zuppi, ha segnato un passaggio fondamentale nel percorso di riconoscimento ecclesiale della figura di Rosario Livatino.

Durante i lavori, i Vescovi hanno esaminato con particolare attenzione la proposta, avanzata da un apposito comitato, di eleggere il Beato quale Patrono dei magistrati. Questo primo parere favorevole espresso dal Consiglio Permanente rappresenta un tassello decisivo nell’iter canonico previsto dalla procedura vigente. L’istanza passerà ora al vaglio della prossima Assemblea Generale, passaggio necessario prima della definitiva conferma che spetterà al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Nell’accogliere con favore questa iniziativa, i presuli hanno inteso rimarcare la profonda e costante attualità del messaggio lasciato da Livatino, riallacciandosi direttamente a quanto già espresso nel decreto che ne ha riconosciuto il martirio. La sua testimonianza emerge come un faro di integrità in un contesto segnato dalla violenza di vere e proprie strutture di peccato di stampo mafioso.

Livatino non fu solo un servitore dello Stato, ma un uomo mosso da una fede incrollabile che scatenò l’odio dei suoi aguzzini proprio per la sua coerenza evangelica. Egli viene ricordato come un giovane giudice cristiano che ha saputo coniugare l’amore per il Signore con una sete inesauribile di giustizia, offrendo la propria vita in opposizione a logiche di prevaricazione e malaffare.

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