È morto il cardinale Camillo Ruini, storica guida della Diocesi di Roma come Vicario e per molti anni alla guida della Conferenza episcopale italiana. Il porporato, nato a Sassuolo, aveva festeggiato il suo novantacinquesimo compleanno lo scorso 19 febbraio. Nel suo messaggio di cordoglio, la Diocesi capitolina ha voluto omaggiare la sua figura descrivendolo come un fondamentale mediatore nelle relazioni tra lo Stato e la Chiesa.
La Chiesa di Roma ha ricordato come il suo operato abbia impresso un’impronta indelebile, unendo a una spiccata intelligenza nel decifrare il ruolo dei cristiani nella società la guida autorevole dei vescovi italiani. Viene inoltre celebrata la sua profonda abilità nel comprendere le dinamiche sociali e politiche della nazione, dimostrandosi pronto a cogliere i mutamenti dell’Italia e convinto della necessità di orientare i cambiamenti culturali con l’orgoglio di chi custodisce e tutela un prezioso insieme di valori cattolici, in linea con il suo motto episcopale secondo cui la verità rende liberi.
Ruini ha rappresentato un pilastro insostituibile per l’episcopato del nostro Paese. Di origini emiliane, si è sempre battuto con fermezza a difesa dei principi ritenuti non negoziabili, come il contrasto all’aborto e all’eutanasia, posizioni che lo portarono a scelte rigorose come il rifiuto delle esequie religiose per Piergiorgio Welby e la netta opposizione sul caso di Eluana Englaro. Legatissimo a Giovanni Paolo II e, in modo ancora più profondo, a Benedetto XVI, l’alto prelato era diffusamente ritenuto una personalità di enorme influenza anche negli equilibri politici italiani.
Foto: diocesidiroma.it
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