In occasione della trentaquattresima Giornata Sacerdotale Mariana della Conferenza Episcopale Siciliana, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi dell’isola si sono riuniti giovedì 4 giugno presso il Santuario di Gibilmanna, accolti dal pastore della diocesi di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante. 

Questo tradizionale momento di spiritualità, studio e condivisione fraterna è stato dedicato al ricordo di Maria Santissima Odigitria, patrona della regione. l’incontro ha avuto inizio con un momento di preghiera guidato da monsignor Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti e delegato regionale per il clero. Successivamente, don Paolo Terra, segretario della Commissione presbiterale siciliana, ha introdotto suor Nathalie Becquart, sottosegretario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, la quale ha proposto una meditazione incentrata sull’essere costruttori di pace insieme a Maria. 

Durante la sua relazione, la religiosa ha spiegato che, nell’attuale e delicato panorama internazionale, i credenti devono proporsi come testimoni credibili di pace, evidenziando il profondo legame che unisce il cammino sinodale alla concordia. Secondo la suora, l’ascolto attento, il confronto e il rispetto per ciascun individuo rappresentano i mezzi pratici per generare comunione, ricordando che la vera pace interiore ed esteriore scaturisce dall’accoglienza di Cristo risorto e che la Vergine indica proprio nella preghiera l’origine di ogni cammino di riconciliazione, necessario per superare le logiche di potere e rivalità in favore di una collaborazione reciproca.

La successiva messa è stata guidata da monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente dei vescovi siciliani. Nella sua riflessione, il presule ha messo in luce l’importanza della comunione nella Chiesa come specchio della Trinità, esortando il clero a proteggere il proprio servizio da dinamiche basate sull’ambizione personale o sulla pura produttività. Il vescovo ha rimarcato che l’efficacia del ministero e ogni autentico frutto spirituale derivano solo dall’unione profonda con la volontà divina, e non da sforzi individuali. 

Monsignor Raspanti ha poi esaltato il valore del silenzio, del dialogo con Dio e del celibato sacerdotale come espressione di una totale dedizione al Signore e al prossimo. Ha infine spronato la comunità ecclesiale dell’isola a non farsi condizionare dalle statistiche e dai numeri, ma a fare affidamento sulla potenza del Vangelo, esortando i presenti a restare vicini alle problematiche locali, come la crisi demografica, lo svuotamento dei piccoli centri e l’immigrazione, accogliendo con fiducia i desideri e le speranze della popolazione. Al rito sacro hanno preso parte anche i rappresentanti delle istituzioni civili e militari della zona.

Foto­: Ufficio Comunicazioni diocesi di Acireale

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