La violenza contemporanea si manifesta sempre più spesso come un fenomeno fine a se stesso, un’esplosione di aggressività immotivata che lascia sbalorditi per la sua ricorrenza e ferocia, specialmente quando coinvolge i giovanissimi. L’ultimo tragico episodio di cronaca, che vede due minorenni aizzare un cane contro una coetanea per poi filmare l’aggressione e postarla sui social, è l’emblema di una deriva in cui la sofferenza altrui viene trasformata in spettacolo.

In questa cornice distorta, il valore della persona svanisce e l’altro viene declassato a oggetto da abbattere o eliminare, quasi come se la realtà fosse stata scambiata per il set di un film o l’arena virtuale di un videogioco dove nulla ha conseguenze permanenti.

Davanti a simili atrocità si innesca inevitabilmente il consueto rimpallo di responsabilità tra famiglia, scuola, società e mondo digitale, senza che si riesca a trovare una risposta definitiva o a capire se la coscienza dei colpevoli conservi ancora un barlume di dignità. Si avverte la mancanza di una riflessione profonda sul bene e sul male, concetti sostituiti da un silenzio assordante sulla morale, sulle regole e sul rispetto sacro per la vita propria e altrui.

Se fino a mezzo secolo fa questi valori erano il pilastro condiviso di ogni agenzia educativa, oggi appare drammaticamente urgente tornare a insegnare i rudimenti del vivere civile e tutto ciò che è necessario per accogliere e proteggere l’esistenza umana.

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.