Era il 26 gennaio del 1923 quando, con la lettera enciclica “Rerum omnium perturbationem”, Papa Pio XI proclamò San Francesco di Sales patrono dei giornalisti e degli scrittori. Un titolo che tutt’ora viene festeggiato nella ricorrenza liturgica del 24 gennaio, giorno in cui in varie parti d’Italia si celebrano messe ed eventi dedicati al vescovo e dottore della Chiesa.
Il giorno della morte in realtà sarebbe il 28 dicembre ma, cadendo nell’ottava di Natale, la Chiesa ha preferito spostarlo al 24 gennaio, data della sepoltura.
La vita
Vissuto tra il XVI e il XVII secolo, Francesco apparteneva a una famiglia nobile della Savoia, regione a cavallo tra la Francia e l’Italia, e nacque nel castello di Sales nel 1567. Una provenienza franco-italiana che tutt’ora pone qualche dubbio sulla corretta pronuncia del termine “Sales” che in francese si legge in modo tronco, mentre in italiano per esteso.
Ordinato presbitero, Francesco divenne vescovo e fu uno strenuo oppositore della Riforma protestante puntando sulla predicazione, realizzata anche attraverso i celebri “fogli volanti” che appendeva ai muri o faceva passare sotto le porte.
I fogli volanti
“Fece il suo ingresso nella terra degli eretici – si legge nell’enciclica di Pio XI – ma, poiché questi schivavano le sue prediche, deliberò di confutare i loro errori con fogli volanti, da lui scritti fra una predica e l’altra, e disseminati in tante copie, che, passando di mano in mano, finissero con l’insinuarsi anche tra gli eretici”.
Un’intuizione che ebbe molta fortuna e valse a Francesco il titolo di patrono di “tutti quei cattolici che, con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina”.
Modello per i giornalisti
Ma a dedicare un’epistola al santo fu anche il Papa san Paolo VI nel 1967, la “Sabaudiae gemma”, nel quarto centenario della nascita: “Dato agli scrittori e giornalisti cattolici quale efficace Patrono celeste, li richiami con l’esempio, li diriga con l’autorità, affinché, non mai fallaci a motivo di lucro né ingannati da pregiudizi, ma imbevuti dello spirito di Cristo e onesti cultori della verità, compiano il loro dovere per il bene comune, e possano rendersi benemeriti della fede cattolica, della quale sono servitori”.
Foto: chiesa di San Francesco di Sales di Valdocco
Per approfondire
Lettera enciclica “Rerum omnium perturbationem” di Papa Pio XI
Lettera apostolica “Sabaudiae gemma” di Papa San Paolo VI
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