Sulla vetta del Calvario, nel momento estremo del sacrificio, Gesù compie un atto di affidamento universale: consegna l’umanità intera a Maria. Attraverso il discepolo prediletto, ogni uomo riceve il diritto di chiamarla “Madre”. Come narra il Vangelo di Giovanni: “Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19,26-27).

Il “Sì” dell’Annunciazione, fondamento della maternità spirituale

Per comprendere il miracolo di questa maternità spirituale, occorre tornare alle radici dell’Annunciazione. È qui che Maria, nella sua purezza verginale, accoglie la chiamata di Dio senza riserve. Il suo “Eccomi” (Lc 1,38) non è solo un atto di fede privata, ma il varco attraverso cui il piano della salvezza entra nel tempo e nella storia.

La fecondità di Maria nasce dunque da due elementi inscindibili: la sua condizione verginale e il suo abbandono totale alla volontà divina.

Maria non trattiene nulla per sé

La maternità universale di Maria si compie paradossalmente attraverso una spoliazione. Ella diventa madre di tutti nel momento in cui accetta di perdere tutto: il proprio Figlio e, in Lui, se stessa. Hans Urs von Balthasar descrive magistralmente questo passaggio: “Il mistero della sua verginità ed esclusività deve andare sino all’ultimo svuotamento di tutto […] per pervenire alla nuova fecondità, ancora una volta possibile solo a partire da Dio, al di là di ogni fecondità mondana”. Maria non trattiene nulla per sé; partecipando all’estrema sofferenza della Passione, trasforma il dolore in grembo per la cristianità.

E così, accogliendo l’offerta della verginità di Maria, Dio la rende capace di una maternità che abbraccia l’intero genere umano, trasformando il sacrificio in vita eterna per tutti i suoi figli.

Foto: immagine AI

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.