Come ad ogni nuovo uscita anche “Buen Camino”, il nuovo film di Luca Medici, in arte Checco Zalone, sta suscitando il clamore tipo dei grandi eventi cinematografici e spaccando la critica. Preceduta da grandi attese, la pellicola, uscita nelle sale il giorno di Natale, ha, in pochi giorni, sbaragliato la concorrenza, guadagnando il primato degli incassi del 2025.
La trama e i personaggi
In “Buen Camino” Checco Zalone è un uomo esageratamente ricco, ignorante ed egocentrico, che, alla soglia dei cinquant’anni, si trova per la prima volta a dovere affrontare le proprie responsabilità di genitore. La figlia Cristal, infatti, all’insaputa dei genitori, che sono separati, ha deciso di intraprendere il Cammino di Santiago per trovare sé stessa. Benché abbia tutto, la ragazza si è resa conto di non avere niente.
Il padre, a quel punto, deve cercare di mettersi sulle sue tracce e di riportarla a casa. Per convincerla non servirà a nulla attingere agli strumenti legati al denaro, i soli che l’uomo conosce. Per fare breccia nel cuore della figlia, Zalone dovrà mettersi in gioco in prima persona, non a bordo di una delle tante fuoriserie della sua collezione, ma con scarponi ai piedi e zaino in spalla. Il Cammino diventerà per entrambi il modo per conoscere se stessi e l’altro. Zalone, infatti, tra strade polverose e compagnie variamente assortite, recupererà il proprio ruolo di padre e scoprirà il valore di relazioni sobrie e autentiche.
In questo cammino padre e figlia non sono soli. Nella comitiva dei pellegrini c’è anche una donna il cui nome, non a caso, è Alma (“Anima”, in spagnolo), che accompagna Zalone nel suo percorso di redenzione. È una donna che si è messa in cammino perché cerca una risposta da “un uomo”. Con lo scorrere dei giorni e dei chilometri percorsi, l’uomo si accorge della bellezza della donna, da cui promana una luce semplice e limpida. Una bellezza, quella di Alma, diametralmente opposta a quella delle modelle, rigorosamente giovani, con cui Zalone è solito accompagnarsi, interessate solo al lusso di cui il protagonista si circonda. Sarà Alma a facilitare un graduale percorso dell’uomo, che, potremmo definire, di apertura dall’Io a Dio.
Oltre alle battute un messaggio profondo
L’ultima opera di Checco Zalone e del regista Gennaro Nunziante conferma la direzione intrapresa con “Tolo Tolo”, pellicola con cui l’attore pugliese ha impresso una svolta “sociale” al proprio cinema, senza rinunciare alla comicità dissacrante che ne ha decretato il successo.
Il film presenta diversi livelli di lettura. Chi vi cerca leggerezza e battute (anche triviali) ne trova in grande quantità. La pellicola, però, regala anche un messaggio più profondo, legato alla ricerca dei veri valori della vita, alla cura degli affetti e all’importanza dell’essenzialità. In una società sempre più legata all’apparenza, peraltro esaltata dai social, non è davvero poco.
E poi c’è anche la Chiesa. Tra le varie tappe del Cammino c’è sempre un sacerdote ad attendere i pellegrini per rifocillarli, per dare un senso all’incedere della comitiva verso la meta prefissata. È una Chiesa che si fa compagna di cammino dell’uomo, pronta a intercettarne dubbi e bisogni, al di là del conforto di un pasto caldo e di un letto.
In un tempo in cui i contenuti legati alla fede sembrano avere perso “appeal” e i numeri di coloro che frequentano i sacramenti si assottigliano, non si tratta di un aspetto da trascurare.
E c’è da scommettere che, dopo averlo visto, più qualche spettatore sarà spinto a intraprendere il Cammino, alla ricerca di risposte alle tante tante domande di senso che ogni uomo porta con sé.
Foto: comingsoon.it
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