Il Movimento Ecclesiale Carmelitano (Mec) – fondato dal teologo carmelitano Antonio Maria Sicari – alza la voce per denunciare una grave escalation di violenza in Africa, specialmente in Nigeria, che sta avvenendo nell’indifferenza dei principali organi d’informazione internazionali.

Il Movimento manifesta profonda inquietudine per il rapimento di massa avvenuto il 21 novembre a Papiri, nello Stato del Niger. Circa 60 terroristi hanno prelevato 303 studenti e 12 insegnanti della Scuola Saint Mary. Le vittime, tra gli 8 e i 17 anni, costituiscono la metà degli iscritti. Questo non è un caso isolato: coeve sono le notizie del sequestro di 25 ragazze in una scuola nello Stato di Kebbi, di 30 fedeli con il parroco a Eruku (chiesa pentecostale), e del sacerdote della comunità cattolica di Kushe Gugdu.

Nonostante l’intervento urgente di Papa Leone XIV durante l’Angelus domenicale, il rapimento di Papiri – il più grande mai registrato nella storia nigeriana – è stato accolto da un inesplicabile silenzio sia mediatico che politico a livello internazionale.

Il Mec – presente in diverse città italiane e nel mondo – si chiede: chi sta informando il pubblico su questi eventi drammatici? Chi si sta mobilitando a livello politico internazionale? Chi denuncia la persecuzione di matrice islamista che, nel 2024, ha tristemente reso la Nigeria la nazione con il più alto numero annuale di cristiani assassinati e rapiti? La questione non trova spazio nei telegiornali, né viene discussa da influencer, sindacati o formazioni politiche.

«Noi, del Movimento Ecclesiale Carmelitano – dichiara Padre Fabio Silvestri ocd –, non possiamo e non vogliamo tacere. Per questo domenica 30 novembre, inizio del Tempo di Avvento, vogliamo ricordare nelle nostre preghiere, nelle nostre Messe e nei nostri ritiri spirituali tutti i cristiani che soffrono persecuzione nel mondo e, in particolare, gli studenti nigeriani rapiti. Ma affidando al Signore anche chi li perseguita! Ogni altra iniziativa di sensibilizzazione sarà poi da incoraggiare. Intanto, sin da ora, chiediamo al Signore di poter essere ovunque Suoi testimoni, senza vergogna e senza ipocrisie. E di esserlo tutti: adulti e giovani, al lavoro o in facoltà, a scuola e tra noi. Non potendo dimenticare che, se siamo cristiani, è anche perché il sangue di qualche nostro fratello ha bagnato e bagna ancora questa terra, oggi, per renderla migliore. Per renderla, in Cristo, un luogo di speranza e di pace».

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.