Le fotografie del professor Baldo Lo Cicero ci introducono nell’edificio sacro dedicato a Maria Santissima della Mercede al Capo, ubicata nel nucleo antico di Palermo, precisamente in via Cappuccinelle.
La costruzione si innalza su una grande piattaforma panoramica all’interno del quartiere, e per raggiungerla bisogna percorrere una notevole scalinata che prende avvio da uno stretto passaggio adiacente al noto Mercato del Capo.
L’ingresso principale è ornato da un portale in pietra che presenta decorazioni a bassorilievo di tipo vegetale sull’architrave. L’elemento distintivo è il frontone interrotto che lo sovrasta, al cui centro è incastonata una nicchia sacra che accoglie la scultura della Madonna della Mercede.
Secondo la tradizione locale, l’effigie mariana fu recuperata in mare dai naviganti del Capo e posizionata in questo luogo per vegliare e difendere il quartiere e la sua area commerciale.
La Confraternita
La Chiesa è la sede di un’antica confraternita, le cui prime attestazioni risalgono al XVII secolo, fornite dal Cannizzaro.
Il Manganante e, in modo più dettagliato, il Mongitore, narrano che la “Compagnia di S. Maria della Mercede nel Capo” fu fondata il 18 ottobre 1590 (o 18 novembre secondo Mongitore) all’interno del limitrofo Convento di Santa Maria della Mercede (noto anche come Redenzione dè Cattivi), all’epoca gestito dai Barbieri nella piazza del Capo.
I Fondatori (secondo Mongitore) includevano figure come Bartolomeo Marvaccio, Simone Pagano, il sacerdote D. Filippo Zito Cavinya e D. Giuseppe Gervyo dell’Ordine della Mercè. La Confraternita conobbe un significativo rinnovamento nel 1813 grazie all’opera del R.P. Luigi Mannino.
Secondo G. Palermo e Azzarello, Mannino commissionò allo scultore Girolamo Bagnasco la realizzazione di un simulacro di Maria SS. della Mercede. Questo simulacro viene ancora oggi portato in processione ogni anno, l’ultima domenica di settembre, per promuovere il culto mariano.
Testo consultato per il contributo relativo alla Confraternita https://www.confraternitepalermo.it
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Foto: © Baldo Lo Cicero
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