Una pastorale capace di parlare ai giovani e alle famiglie, di studiare percorsi personalizzati, di farsi carico dei problemi di oggi annunciando il Vangelo. Papa Leone XIV ha incontrato la diocesi di Roma, di cui è vescovo, e delineato un percorso che può essere un modello per tutte le Chiese particolari.

“No alla catechesi scolastica”

Venerdì scorso, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il Santo Padre ha parlato con paterna schiettezza. “La richiesta dei Sacramenti sta diventando un’opzione sempre meno praticata”, ha detto suggerendo di curare maggiormente il rapporto tra l’iniziazione cristiana e l’evangelizzazione.

Da qui la richiesta di un’iniziazione capace di coinvolgere la persona in tutti gli aspetti della vita, abilitandola alla relazione con Cristo mediante l’ascolto della Parola, la preghiera e la carità. “Occorre sperimentare, se necessario, strumenti e linguaggi nuovi, coinvolgendo nel cammino le famiglie e cercando di superare un’impostazione scolastica della catechesi”.

Una pastorale empatica

Papa Leone ha poi concentrato l’attenzione sui giovani e sulle famiglie, su cui la Chiesa di oggi incontra “diverse difficoltà”. “Mi pare urgente impostare una pastorale solidale, empatica, discreta, non giudicante, che sa accogliere tutti, e proporre percorsi il più possibile personalizzati, adatti alle diverse situazioni di vita dei destinatari”.

Le famiglie fanno sempre più fatica a trasmettere la fede e quindi il Pontefice ha invitato ad accompagnarle, senza sostituirsi ad esse, con una pastorale “che non ripete le cose di sempre, ma offre un nuovo apprendistato; una pastorale che diventa come una scuola capace di introdurre alla vita cristiana, di accompagnare le fasi della vita, di tessere relazioni umane significative e, così, di incidere anche nel tessuto sociale specialmente a servizio dei più poveri, dei più deboli”.

Percorsi biblici e liturgici

Terzo obiettivo è la “formazione a tutti i livelli”, fuggendo dall’illusione “che basti portare avanti qualche attività tradizionale per mantenere vitali le nostre comunità cristiane”. Un’esigenza formativa nelle parrocchie che Leone XIV sottolinea, invitando a “inserire percorsi biblici e liturgici, senza tralasciare le questioni che intercettano le passioni delle nuove generazioni ma che interessano tutti noi: la giustizia sociale, la pace, il complesso fenomeno migratorio, la cura del creato, il buon esercizio della cittadinanza, il rispetto nella vita di coppia, la sofferenza mentale e le dipendenze, e tante altre sfide. Non possiamo di certo essere specialisti in tutto, ma dobbiamo riflettere su questi temi, magari mettendoci in ascolto delle tante competenze che la nostra città può offrire”.

Un cammino veramente sinodale

Suggerimenti che il Papa offre in una cornice sinodale. “Tutto questo, mi raccomando, dev’essere pensato e fatto insieme, in modo sinodale”, ha detto invitando a far funzionare gli organismi di partecipazione, a valorizzare i ministeri e i carismi e a evitare che gli uffici di curia si perdano in riunioni che poi non hanno alcun effetto pratico nella vita delle comunità.

“Oggi, come sappiamo, in un mondo diventato più complesso e in una città che corre a gran velocità e dove le persone vivono una permanente mobilità, abbiamo bisogno di pensare e progettare insieme, uscendo dai confini prestabiliti e sperimentando iniziative pastorali comuni”.

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Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.