Le chiese non possono essere ridotte a “orto botanico” o “set cinematografico”, nemmeno per un lieto evento come un matrimonio, visto che compito della Chiesa è celebrare un sacramento e non “un evento esclusivamente sociale”.

E’ il monito del vescovo di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, contenuto in una lettera che il presule ha inviato ai presbiteri della sua diocesi.

Nelle more dell’elaborazione di un direttorio apposito, Rumeo ha infatti ricordato ai sacerdoti netini, mettendolo nero su bianco, che la celebrazione di un matrimonio va adeguatamente preparata presentando il rito, concordando “per tempo con gli sposi anche gli addobbi floreali e i canti da eseguire”, soprattutto assicurando “il rispetto degli spazi sacri”.

Il tutto per evitare che le chiese diventino altro. “La chiesa va trattata con dovuto rispetto – si legge – e non è ammissibile vedere che il tempio di Dio sia trasformato in un set cinematografico o in un orto botanico, permettendo addirittura che vengano spostati arredi sacri”.

Noi non affittiamo una sala e non assistiamo a un evento esclusivamente sociale – scrive il Vescovo – ma celebriamo la santa Eucaristia”. Compito dei sacerdoti è anche trasmettere “ai nubendi il senso profondo del matrimonio cristiano”.

La Curia quindi “non intende autorizzare eventi che arrechino nocumento alla dignità della liturgia e alla sua nobilis semplicitas”, conclude Rumeo dicendosi “certo che non sarà necessario un ulteriore pronunciamento in merito”. A buon intenditor…

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Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.