“La celebrazione della Messa ci salva oggi! Salva il mondo oggi! È l’evento più importante della vita del cristiano e della vita della Chiesa, perché è l’incontro in cui Dio si dona a noi per amore, ancora e ancora. Il cristiano non va a messa per dovere, ma perché ne ha assolutamente bisogno; il bisogno della vita di Dio che si dona senza chiedere nulla in cambio”.

Con queste parole Papa Leone XIV si è rivolto ai ministranti francesi, ricevuti ieri in udienza al Palazzo Apostolico. Un incontro caloroso che è stato l’occasione, per il pontefice, di sottolineare l’importanza dell’eucarestia nella vita dei credenti.

La Messa, tesoro prezioso

“La Chiesa, di generazione in generazione, custodisce con cura la memoria della morte e della resurrezione del Signore di cui è testimone, come il suo tesoro più prezioso – ha detto il Santo Padre -. La custodisce e la trasmette celebrando l’Eucaristia che voi avete la gioia e l’onore di servire. L’Eucaristia è il tesoro della Chiesa, il tesoro dei tesori. Fin dal primo giorno della sua esistenza, e poi nei secoli, la Chiesa ha celebrato la Messa, di domenica in domenica, per ricordarsi che cosa il suo Signore ha fatto per lei. Tra le mani del sacerdote, e alle sue parole ‘questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue’, Gesù dona ancora la sua vita sull’altare, versa ancora il suo sangue per noi oggi”.

Un momento di gioia ma solenne

Un servizio, quello svolto dai ministranti, che Papa Leone ha definito “molto grande e generoso”, svolto nelle parrocchie in favore di tutta la Chiesa. “Vi incoraggio a perseverare fedelmente. Quando vi avvicinate all’altare, tenete sempre presenti la grandezza e la santità di ciò che si celebra. La Messa è un momento di festa e di gioia. In effetti, come non provare gioia nel cuore alla presenza di Gesù? Ma la messa è, al tempo stesso, un momento serio, solenne, intriso di gravità”.

Parole profonde che riguardano i ministranti ma che si possono estendere a tutti coloro che svolgono un servizio nella liturgia, da quelli di fatto a quelli ordinati. “Possano il vostro atteggiamento, il vostro silenzio, la dignità del vostro servizio, la bellezza liturgica, l’ordine e la maestà dei gesti introdurre i fedeli nella grandezza sacra del Mistero”.

Solo Gesù salva

La riflessione è partita dal Giubileo che la Chiesa sta vivendo e che vuole renderci “discepoli migliori” alla sequela di Cristo. “Prendetevi il tempo di parlare a Gesù nel segreto del cuore e amarlo sempre più. Il suo unico desiderio è di far parte della vostra vita per illuminarla dall’interno, di diventare il vostro migliore amico, quello più fedele. La vita diventa bella e felice con Gesù. Egli attende però la vostra riposta. Bussa alla porta e attende per entrare. Essere “vicini” a Gesù, Lui, il Figlio di Dio, entrare nella sua amicizia! Che destino inatteso! Che felicità! Che consolazione! Che speranza per il futuro!”.

In un mondo che “va male”, in una vita che può essere segnata “dalla sofferenza, dalla malattia o dalla disabilità, dal fallimento, dalla perdita di una persona cara, di fronte alla prova, il vostro cuore prova tristezza e angoscia. Chi verrà in nostro soccorso? Chi avrà pietà di noi? Chi verrà a salvarci? La risposta è perfettamente chiara e risuona nella storia da 2000 anni: solo Gesù viene a salvarci, nessun altro, perché solo Lui ha il potere di farlo — Egli è Dio Onnipotente in persona — e perché ci ama”.

La carenza di vocazioni

Infine il Papa ha toccato il tema della crisi di vocazioni: “Mi rivolgo alle vostre coscienze di giovani, entusiasti e generosi, e vi dirò una cosa che dovete ascoltare, anche se può inquietarvi un po’: la mancanza di sacerdoti in Francia, nel mondo, è una grande disgrazia! Una disgrazia per la Chiesa! Che possiate, a poco a poco, di domenica in domenica, scoprire la bellezza, la felicità e la necessità di una simile vocazione. Che vita meravigliosa è quella del sacerdote che, al centro di ogni sua giornata, incontra Gesù in modo così eccezionale e lo dona al mondo!”.

Segui Porta di Servizio

Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/portadiservizio sul gruppo Telegram.

Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.