Nel 1998, Papa Giovanni Paolo II riassunse la figura di Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, con parole significative: “generosa testimone della fede”, “eminente figlia d’Israele e figlia fedele della Chiesa”. Edith, carmelitana scalza, morì ad Auschwitz-Birkenau il 9 agosto 1942.

Edith Stein fu una figura di spicco nella cultura moderna, un esempio di donna che ha vissuto la sua vocazione con coraggio e senza cedere agli stereotipi. Nonostante i pregiudizi che spesso limitavano le donne, ha saputo mettere la sua profonda intelligenza al servizio della cultura, della verità e della fede.

La sua conversione iniziò quasi per caso. In biblioteca, lesse l’autobiografia di Santa Teresa d’Avila e, una volta finito il libro, esclamò: «Questa è la verità». Questo incredibile episodio cambiò radicalmente il corso della sua vita di giovane filosofa ebrea.

L’incontro con la fede e la vita nel Carmelo

L’incontro con Cristo rappresentò la vera svolta culturale e religiosa per Edith. In questa nuova dimensione, avvertì un forte senso di corresponsabilità che decise di vivere pienamente entrando nell’Ordine di Santa Teresa. Nel 1922, dopo essersi convertita al cattolicesimo, vestì l’abito carmelitano prendendo il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce.

«Ho sempre avuto la convinzione che il Signore mi avesse preparato nel Carmelo qualcosa che solo lì potevo trovare», scrisse. Gli anni successivi furono i più drammatici per lei e per il suo popolo. L’ingresso in convento fu il culmine della sua esistenza: da un lato, capì che la verità si poteva conoscere solo attraverso la fede cristiana; dall’altro, sentì l’urgenza di offrire se stessa a Dio per amore del suo popolo, unendosi alla sofferenza di Cristo sulla croce.

«L’amore per la Croce non è in contraddizione con la gioia di essere figli di Dio», affermò. «Portare la croce di Cristo è fonte di una gioia forte e pura»

Uccisione ad Auschwitz

Il 7 agosto 1942, Suor Teresa Benedetta della Croce, insieme ad altri ebrei cattolici, fu deportata ad Auschwitz e uccisa in una camera a gas due giorni dopo, il 9 agosto. Papa Giovanni Paolo II la beatificò il 1° maggio 1987, la canonizzò l’11 ottobre 1998 e, un anno dopo, la proclamò compatrona d’Europa.

Riflettendo sul suo cammino, Edith Stein scrisse: «Ciò che non era nel mio progetto – scriveva la giovane filosofa – era nel piano di Dio. E se questo accade ripetutamente, si fa più viva in me la convinzione di fede che per Dio non esiste il caso, che tutta la mia vita è già disegnata nel piano della provvidenza divina fin nei minimi particolari».

Foto: Towarzystwo im. Edyty Stein

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.