Costruita a partire dal 1518 in stile gotico ispanico, la chiesa di San Francesco di Paola – affidata ai Frati Minimi – ha subito un’importante ristrutturazione alla fine del Cinquecento, fino al 1594, per adattarsi al Manierismo italiano. Questo intervento ha creato notevoli discrepanze stilistiche, ma ha anche permesso la conservazione di elementi originali.

Dello stile gotico rimangono le strutture interne, in particolare le volte a crociera con chiavi pendenti e la seconda cappella a destra, dedicata a Santa Oliva, con la sua cupola emisferica su tamburo ottagonale.
Le fotografie del professor Baldo Lo Cicero ci accompagnano in questo affascinante viaggio iconografico.

La facciata e gli Interni

La facciata presenta linee sobrie e un portale tardo-rinascimentale, impreziosito da tre statue di Giacomo Gagini del 1536: al centro la Madonna delle Grazie, affiancata da Santa Oliva e San Francesco.

L’interno è a navata unica con cappelle profonde. Gli archi del transetto, a sesto acuto, sono probabilmente ciò che resta della struttura cinquecentesca. Il presbiterio, a pianta quadrata, è ampio e luminoso, con tribune laterali rettangolari.

La decorazione barocca e rococò

Nel corso del XVII e XVIII secolo la chiesa è stata arricchita con marmi, stucchi e affreschi che ne hanno trasformato l’aspetto, sebbene alcuni interventi più recenti abbiano alterato parte delle cappelle. Le tarsie in marmo sono caratterizzate da un disegno sobrio, mentre gli stucchi di inizio ‘700 sono di grande delicatezza.

Gli affreschi più significativi sono:

  • Giuseppe Salerno (detto lo Zoppo di Gangi): Ha affrescato la volta con figure di santi, martiri ed evangelisti; i lati delle finestre della navata con gli Apostoli; e i pennacchi degli archi con scene della vita di San Francesco di Paola.
  • Vito D’Anna: Ha dipinto le Virtù teologali nel presbiterio e il Trionfo della Religione nella sacrestia.
  • Antonio Grano: Sulla lunetta dell’arco trionfale è visibile la sua Pietà.

Opere d’arte principali

  • Lato sinistro: Nella prima cappella, si trova l’Apoteosi di santi con S. Bartolomeo, opera firmata da Giuseppe Albina nel 1601. La seconda cappella è dedicata a S. Francesco di Paola con un altare ligneo settecentesco, una statua del santo e un prezioso paliotto ricamato in corallo. La terza cappella ospita un altare marmoreo con un bassorilievo della Pentecoste. Altre tele seicentesche si trovano nella quarta cappella. La quinta cappella, dedicata a S. Caterina, conserva una fine icona marmorea di Antonio Gagini del 1534 e un quadro della santa attribuito a Filippo Paladini. Nel transetto sinistro spiccano il sarcofago di Giovanna de Caravelli (1546), attribuito ad Antonio Gagini, e un busto di G. Pignatelli di Leonardo Pennino (1818).
  • Presbiterio: Sono esposti due ottimi quadri di Giuseppe Salerno, la Natività e la Nascita del Battista. L’altare settecentesco è in pietre dure con fregi in rame dorato.
  • Lato destro: La cappella vicino al presbiterio ha un busto in terracotta di San Francesco di Vincenzo Gagini e un paliotto settecentesco in corallo. La quinta cappella ospita il monumento funebre di Stefania Branciforti (1852) di Valerio Villareale. La terza cappella contiene tre tele di Gaspare Serenario dedicate a Santa Oliva. La seconda cappella ha un quadro del Beato Nicolò di Longobardi e i monumenti funebri di Laura Valguarnera († 1578) e Francesco Spinola († 1561).

Testo consultato per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore.

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Foto: © Baldo Lo Cicero

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.