Oltre duemila giovani siciliani, accompagnati dai direttori delle pastorali giovanili delle singole diocesi di appartenenza, hanno riempito in questi giorni la Basilica di San Giovanni Bosco a Cinecittà per un breve incontro e per celebrare l’Eucaristia, prima di mettersi in marcia per Tor Vergata e vivere insieme a Papa Leone XIV il Giubileo dei Giovani 2025.

Il cuore della Sicilia si è incontrato nella Basilica romana dove monsignor Antonino Raspanti, Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana e vescovo di Acireale ha presieduto laCelebrazione Eucaristica, insieme all’arcivescovo di Siracusa Francesco Lomanto e l’arcivescovo di Catania Luigi Renna, oltre ai numerosi sacerdoti siciliani che hanno accompagnato i propri giovani al giubileo.

Toccanti – prima della celebrazione della Messa – le testimonianze di alcuni giovani: Alex, proveniente da un’esperienza detentiva, ha condiviso il suo percorso di riscatto; Marta e Martina, invece, hanno raccontato l’impegno delle loro famiglie nell’accoglienza di minori in difficoltà.

Le parole di Raspanti ai giovani siciliani

Siamo felicissimi di esserci – ha detto Raspanti rivolgendosi ai giovani siciliani – «l’incontro con il Papa sarà il culmine di un cammino fatto di speranza e desiderio autentico di incontrare Gesù. Dall’amore per Cristo nascono tutte le scelte quotidiane: nel lavoro, nell’amore, nella famiglia, nelle relazioni». Il Presidente dei vescovi siciliani ha ribadito poi che «Vivere è incarnare la presenza di Gesù nel mondo. Una presenza che dà fiducia, speranza, salvezza. Questo è ciò che auguro ai nostri giovani: che possano incontrare il Signore e stringere con Lui un’amicizia sempre più profonda».

Durante la celebrazione della Messa, il vescovo Raspanti, nella sua omelia, ha lanciato un appello deciso ai giovani siciliani giunti a Roma per il Giubileo. «Il punto di partenza – ha detto Raspanti – resta il rapporto personale tra ciascuno di voi e Cristo. È da lì che tutto prende forma: la liturgia, la comunità, la missione».

C’è anche da riconoscere le sfide del nostro tempo, e monsignor Raspanti ricorda ai giovani: «oggi essere credenti richiede coraggio. Ma è proprio in questo tempo che si apre una sfida entusiasmante. Giovani, volete sapere come affrontarla? Con inventiva e innovazione, traduciamo con linguaggio moderno la fede, il credo in Gesù, unico Salvatore».

Il Presidente dell’episcopato siciliano non dimentica il ruolo centrale della liturgia nella vita di fede, anche nei momenti storicamente più difficili, indicando ai giovani il vero modello da seguire: «Non siamo qui perché la Chiesa è forte o perché i suoi rappresentanti ci piacciono. Siamo qui perché Cristo è vivo ed è con noi». Infine, Raspanti ha esortato i giovani presenti a diventare testimoni del Vangelo nella vita concreta: «Sarete chiamati a fare scelte difficili. Ma se Gesù è radicato nel vostro cuore, avrete il coraggio di dire: Signore, sia fatta la tua volontà».

Foto: Ufficio Comunicazioni Sociali di Acireale

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.