Sita su Via Maqueda, la Chiesa di San Nicolò da Tolentino – che le fotografie del professor Baldo Lo Cicero stanno per illustrare – sorge sull’antica area di una sinagoga, distinguendosi per la sua facciata obliqua, restaurata nel 1995. La costruzione, avviata nel 1609, rispecchia il rigoroso ma imponente stile architettonico di molte chiese palermitane di fine Cinquecento. Ciò si nota nella vasta superficie della facciata, caratterizzata da membrature piatte, e all’interno, nella triplice navata scandita da pilastri e profonde cappelle.
Sebbene ampiamente ricostruita in seguito ai terremoti del 1693, 1726 e 1823, la chiesa ha attraversato un periodo di abbandono dopo il 1866, venendo adibita a magazzino e perdendo molte delle sue opere d’arte originali. Nonostante ciò, ospita ancora pezzi di notevole interesse:
- Seconda Cappella (a sinistra): Una realistica statua lignea ottocentesca di “San Giuseppe” e l’imponente monumento funebre di M. Busacca Galli († 1729), opera di Ferdinando Lombardo.
- Quarta Cappella (a sinistra): Sull’altare, un quadro seicentesco dell’“Annunciazione” e, sulla parete destra, il monumento funebre di G. Klopstein († 1824), scolpito dal neoclassico Federico Siracusa.
- Ali del Transetto: Le intense tele di Pietro Novelli: “San Nicolò da Tolentino” a sinistra e “Vergine e Sant’Agostino” a destra. Sotto queste, si trovano due pregevoli altari del XVIII secolo.
- Presbiterio: Un altro elegante e versatile altare settecentesco.
- Quinta Cappella (a destra): Un “Crocifisso” settecentesco.
- Seconda Cappella (a destra): L’imponente monumento funebre di Giuseppe Fernadez († 1755), una statua di “San Giovanni Battista” del 1663 e il busto marmoreo di Giacinto Eschero (1768).
- Prima Cappella (a destra): Un fonte battesimale con vasca del 1494 e gambo del 1626. Nelle pareti di fondo sono murate due custodie cinquecentesche con delicati rilievi.
Il Convento Agostiniano e l’Archivio Comunale
Accanto alla chiesa si trovano i resti del Convento Agostiniano, a cui la chiesa stessa apparteneva. Edificato alla fine del XVI secolo attorno a un chiostro parzialmente conservato, ospita oggi l’Archivio Comunale. Questo archivio rappresenta un vero e proprio tesoro di documenti sulla vita municipale, a partire dal XIII secolo. Verso la fine dell’Ottocento, l’edificio fu ampliato da G. Damiani Almeyda.
Testo consultato per questo nostro contributo: Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dei dintorni, Edizione Susanna Bellafiore.
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Foto: © Baldo Lo Cicero
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