Alcuni passaggi del vibrante discorso che l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha pronunciato durante la sosta a Piazza Marina, in occasione della solenne Processione dell’Urna argentea contenente le reliquie di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Della speranza: ne abbiamo ‘disperato’ bisogno. Sì, perché è come se fossimo assediati dalla disperazione, come se la disperazione abitasse nelle nostre case, nella nostra vita. È la stessa disperazione dei Palermitani oppressi dalla peste in quei giorni del 1624.

La notte della disperazione incombe. Non possiamo nascondercelo. E come si fa a non essere disperati in un momento così drammatico a livello mondiale? Siamo in preda alla guerra e alla follia. Perché dichiarare guerra è un atto di follia. L’ho detto e lo ripeto: si tratta di una sindrome di Alzheimer, di una forma patologica di smemoratezza del cuore.

Palermo avvilita e tormentata

Ma anche la nostra Palermo arriva alla festa della sua Santuzza avvilita. Avvilita perché è la Città del Governo e dell’Assemblea Regionale e dobbiamo ancora registrare che la politica non sembra prendersi cura delle vecchie e nuove ferite della nostra terra, ma, tra veli e maschere, tralascia i veri interessi pubblici a favore di interessi privati o di parte, di gruppi di potere.

Palermo è tormentata: la violenza dilaga per strada, di giorno e di notte, colpisce le nostre attività commerciali e le nostre case, le piazze e i vicoli della città vecchia. Basta pensare alla strage di Monreale, alla spedizione punitiva nei confronti della “Cioccolateria Lorenzo” e ai tentati stupri dei giorni scorsi. Una violenza che viene sempre più  considerata un valore, anche da tanti giovani che non vedendo prospettive di futuro, abbandonati e delusi da noi adulti, in fuga da una realtà inospitale, attratti da falsi modelli di vita, diventano facile preda delle nuove perniciose e devastanti droghe diffuse massicciamente – pure tra gli adolescenti – da spacciatori-consumatori reclutati dalle organizzazioni mafiose che si stanno anche ricompattando come funeste multinazionali del profitto su questo florido e promettente mercato.

Ma Palermo soprattutto è prostrata da un senso diffuso di assuefazione e di rassegnazione a tutto questo degrado, che avvolge ognuno di noi, che travolge la Città. Soffre perché il disagio, specie nelle periferie urbane ed esistenziali, aumenta e il tessuto sociale pare sfaldarsi. Soffre perché è ancora appestata dai rifiuti, nonostante l’avvio della differenziata; per la crisi della sanità e la precarietà e insufficienza delle strutture ospedaliere; per il mancato diritto di tutti alla salute, per l’abbandono e l’emarginazione degli anziani e delle persone con disabilità, per il disagio dei detenuti nei nostri inadeguati e sovraffollati Istituti penitenziari.

La Santuzza grida: “Non seguiteli, non lasciatevi ingannare”

Rosalia ci dice: “Non lasciatevi abbagliare dagli idoli, non andate dietro a quel che brilla d’oro e d’argento, non lasciatevi sedurre dall’arroganza del potere”. La Santuzza grida: “Non seguiteli, non lasciatevi ingannare. Perché puoi essere anche il capo del mondo ma se sei vuoto dentro, non vale a nulla. Chi domina e si riveste d’oro e d’argento deve sempre correre lontano da sé stesso per mettere a tacere il cuore. Non sono i soldi ad appagarlo il cuore, non è il potere. Non è lì il segreto di una vita buona.

Rosalia ci grida: “Svegliatevi! Non restate passivi spettatori di un disastro. Non arrendetevi alla disperazione. Il bene è possibile, la vita buona è possibile”.

Non diamola vinta ai terrori della notte

Se non la diamo vinta ai terrori della notte, se crediamo nell’alba, è possibile una Palermo nuova. Una Palermo in cui venga svelato l’inganno idolatrico della droga e dell’alcol. È Come se l’ingannatore dicesse ai nostri giovani: “La felicità, la serenità, il miglioramento degli stati di coscienza non sono in vostro potere. Solo la ‘roba’ può darveli, la dose, il fumo”. Lancio il mio appello, levo il mio grido rivolgendomi a tutti i giovani di Palermo: amatissimi, amatissime, vi stanno prendendo in giro! Vogliono togliervi la consapevolezza che siete voi ad avere dentro questa forza. L’energia è dentro di voi, la bellezza della vita vi risiede nel cuore! Non avete bisogno di scorciatoie, di alienazioni. Non avete bisogno di aiuti chimici di fronte al dolore, all’angoscia della vita. Così vi fate schiavizzare dalla roba che in fondo vi propina la mafia. Vi asservite ad essa, la rinvigorite. Ma la mafia con la sua stupidità organizzata – ogni delirio di onnipotenza è stupidità – crea solo oppressione e morte. E se illude alcuni – addirittura famiglie intere – di essere l’unica ‘impresa’ che offre lavoro, di contro, distrugge le nostre case, i nostri affetti, i nostri figli, le nostre relazioni.

Svegliatevi, miei carissimi giovani! Svegliamoci, fratelli e sorelle di Palermo! La vita è dura, a volte impietosa. La fatica è tanta, a volte insostenibile.

Foto: Roberto Immesi

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