Ancora un atto sacrilego ai danni della cappella Nuestra Señora de Fatima a Campuzano, nel comune di Nindirí, in Nicaragua.

La notizia è stata pubblicata dall’agenzia Fides, con il commento di Jesús Silva, parroco della parrocchia di Santa Ana de Nindirí, a cui appartiene la cappella. «Un gruppo di ignoti – ha detto il parroco – ha profanato il Santissimo, le ostie consacrate sono state estratte dal tabernacolo e sono state abbandonate in una proprietà vicina».

Si tratta, probabilmente, di un ulteriore attacco alla Chiesa nicaraguanse, che continua ad essere ostacolata e perseguitata senza pietà.

Da un recente rapporto ‘Nicaragua: ¿Una Iglesia perseguida?’ – precisa l’agenzia Fides – «sono stati denunciati 529 attacchi contro la Chiesa cattolica, dal 2018, quando sono scoppiate le proteste contro il regime dittatoriale di Daniel Ortega e Rosario Murillo. Dall’inizio del 2023 ne sono stati registrati già 90. Nel 2020 era stata profanata anche un’altra cappella situata nello stesso comune, dove i criminali hanno rubato denaro».

Ormai da diversi anni i cristiani del Nicaragua subiscono ogni sorta di persecuzione, profanazione e distruzione. Laici e capi religiosi, costretti ad abbandonare la propria terra o imprigionati; tra questi vi è anche monsignor Rolando Álvarez, vescovo di Matagalpa, condannato a 26 anni e 4 mesi di carcere, accusato di essere un “traditore della patria”, per essere stato in prima linea contro la violazione dei diritti umani in Nicaragua.

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