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Benedetto XVI: cos’è la “Tanatoprassi”, il trattamento di conservazione della salma

DiGiovanni Azzara

Gen 3, 2023

In occasione della morte di un pontefice, il corpo di quest’ultimo viene esposto ai fedeli per diversi giorni, ma come può conservarsi così a lungo?

Dopo la morte di un pontefice, secondo la tradizione, il corpo di quest’ultimo viene esposto ai fedeli per poter permettere loro di pregare su di esso e rendergli omaggio. Tuttavia, come ben sappiamo, un corpo subito dopo la morte inizia a deteriorarsi velocemente e quindi se esposto per troppo tempo, può diventare pericoloso per vari motivi. L’esposizione del corpo di un pontefice dura circa 10-15 giorni, tempi biblici, ecco perchè la salma viene sottoposta ad un trattamento chiamato “Tanatoprassi”.

La “Tanatoprassi” dal greco thanatos (morte) e praxis (pratica), è un trattamento “post-mortem” e consiste nella cura igienica di conservazione e di presentazione estetica del corpo dopo la morte. Il trattamento inoltre è volto anche a fermare per diversi giorni per bloccare il processo di decomposizione e quindi esporre il corpo del pontefice defunto. Una pratica che permette di poter esporre il pontefice così a lungo.

Ad operare tale procedimento è stato Andrea Fantozzi, fondatore dell’l.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano Tanatoprassi), lo stesso che nel 2005 aveva preparato le spoglie mortali di Giovanni Paolo II.

Giovanni Azzara

Ex studente in Teologia, attualmente studia "Lettere, Sapere Umanistico e Formazione", appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, collabora con Radio Panorama e Radio Spazio Noi inBlu.

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