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La Via Crucis di Henri Matisse

DiMichelangelo Nasca

Mar 31, 2022

La Via Crucis di Henri-Émile-Benoît Matisse (vedi foto) è una delle tre tavole di ceramica disegnate dal grande pittore francese – tra i più noti del XX secolo – per la Cappella del Rosario a Vence (Francia); fu progettata e costruita dallo stesso Matisse dal 1948 al 1951 in segno di riconoscenza verso sr. Jacques-Marie Bourgeois, l’infermiera del maestro (diventata successivamente suora domenicana) che si prese cura di lui durante il decorso di una grave malattia.

La particolarità di questa Via Crucis sta proprio nell’insieme che Matisse ha voluto rappresentare. Non la classica Via Crucis suddivisa in quattordici stazioni ma un’unica rappresentazione iconografica con al centro il Crocifisso.

«Se avessi messo tutti questi studi sotto forma di Via crucis – affermò Henri Matisse –, voi avreste quattordici piccole tavole, l’una a fianco dell’altra, senza continuità, mentre la Via Crucis è un dramma dove tutto è concatenato. Le stazioni sono consequenziali le une alle altre, voi non potete separarle. Tutto è centrato sulla croce: “Gesù muore in croce”. È per questo che io l’ho fatta più grande delle altre. È il culmine principale. Bisogna muoversi per seguire la Via crucis; così io l’ho fatta come un cammino che sale a serpentina».

Le conclusioni a cui giunge Matisse risultano adeguate e suggestive: «Bisogna muoversi per seguire la Via crucis; così io l’ho fatta come un cammino che sale a serpentina». Non c’è un altro modo per seguire Cristo!

L’amico Pablo Picasso criticò aspramente l’idea di Matisse di costruire un edificio dedicato al culto cristiano: «Picasso era furioso che facessi una chiesa – Perché non fate piuttosto un mercato? Potreste appendervi dei frutti, dei legumi. – Ma non me ne importa nulla: ho dei verdi più verdi che le pere e degli arancioni più arancioni delle zucche».

«Ho dei verdi più verdi»… forse l’albero della Croce?

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Foto: architectural-review.com

Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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