Oggi la realtà dell’Intelligenza Artificiale influisce direttamente sullo stile di vita e su ogni livello della società. Il rapido sviluppo di queste innovazioni solleva interrogativi sulla futura capacità dell’uomo di mantenere il controllo sulle macchine, evidenziando il rischio che l’essere umano possa diventare vittima delle sue stesse invenzioni. Una delle criticità più gravi riguarda il fatto che decisioni fondamentali per la vita umana vengano ormai affidate agli algoritmi.
Si tratta delle preoccupazioni richiamate da Papa Leone XIV durante l’udienza concessa ai partecipanti al congresso annuale dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, tenutosi a Roma. «Plaudo al vostro incontro – ha detto il Pontefice – che mira a riaffermare il carattere insostituibile dell’intelligenza umana di fronte a questi strumenti tecnologici».
I contributi e le analisi prodotte – commenta il Papa rivolgendosi ai congressisti – potranno orientare le autorità nell’assumere decisioni volte al bene comune, e, citando l’enciclica Magnifica humanitas (n. 106), precisa: «Chiedere prudenza, verifiche rigorose, e talvolta anche un rallentamento nell’adozione dell’IA non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana».
Papa Leone XIV conclude il suo discorso sottolineando l’importanza di «definire un’etica che accompagni l’utilizzo di questi importanti strumenti, che purtroppo si concentrano nelle mani dei grandi attori economici e tecnologici, e che lo Stato fa fatica a controllare. Occorre fare in modo che il bene della famiglia umana non venga sacrificato per interessi privati».
L’esortazione del Pontefice, infine, è quella di proseguire la ricerca per individuare strumenti capaci di rendere le tecnologie digitali più umane e orientate al servizio della vita, della pace e della pubblica amministrazione.
Immagine: di Gerd Altmann da Pixabay
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