Si sta svolgendo in questi giorni (dal 24 al 27 agosto), a Bologna, il convegno “La dimensione sonora della liturgia”, in occasione della 53ᵃ Settimana di Studio dell’Associazione Professori e Cultori di Liturgia (APL).

Un convegno che metterà a tema il modo di considerare il suono “nella” liturgia, perché risalti sempre più il suono “della” liturgia e si possa gustarlo come risonanza della lode celeste.

A partecipare ai lavori vi è anche una rappresentanza dell’Arcidiocesi di Palermo: il direttore dell’Ufficio Liturgico, professor Giuseppe Costa, il referente dell’Area Musica, don Enrico Palazzolo, la referente dell’Area Arte, professoressa Rita Di Pasquale e la referente dell’Area Pastorale per la sezione Animazione e Cura Liturgica, professoressa Valeria Trapani.

La partecipazione di alcuni componenti dell’Ufficio liturgico di Palermo si inserisce in un percorso formativo ed ecclesiale di ampio respiro. In questo contesto, studiosi, docenti e liturgisti da tutta Italia si confrontano su un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale per ogni celebrazione.

Per la nostra delegazione palermitana, partecipare a un evento di questo rilievo è prima di tutto un’occasione di crescita e confronto. La formazione non si riduce a un semplice apprendimento, ma diventa una risorsa per ritornare in diocesi con nuova consapevolezza e tradurre le idee in azioni concrete per la comunità.

«La dimensione sonora – recita la brochure di presentazione del convegno – avvolge ogni celebrazione liturgica. Il suono tocca il nostro corpo nello spazio e nel tempo e modifica la percezione che abbiamo di noi stessi e dell’ambiente. La musica è la declinazione più raffinata del “sonoro”, ma non è l’unica e soprattutto è strettamente unita a tutti gli altri linguaggi del rito. La dimensione sonora emerge nella voce e nei suoni, ma è percepita come risonanza dello spazio, movimento ritmico dei gesti, sottofondo dinamico dei riti, esuberanza festosa o silenzio aperto, finanche come un rumore che disturba. Essa è capace di qualificare l’intera celebrazione con una chiara tonalità emotiva e spirituale. Occorre saper considerare in questa prospettiva la sacramentalità della musica liturgica, individuando l’apporto che dà e che riceve quando si inserisce nella dinamica celebrativa, in stretto rapporto con tutti i linguaggi del rito».

Foto: immagine generata da IA

Segui Porta di Servizio

Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/porta_diservizio sul gruppo Telegram.

Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, vicepresidente regionale e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.