“Voi siete i santi di Francia!”. Sono le parole che Papa Leone XIV ha rivolto agli 80 mila giovani, tutti tra i 17 e i 35 anni, che ieri sera hanno riempito lo “Stade de France” di Saint-Denis, comune a 10 chilometri da Parigi, per la veglia di preghiera col Sommo Pontefice.

Il ritorno a Parigi dopo 18 anni

Un viaggio apostolico che ha riportato un Papa a Parigi dopo 18 anni e che dimostra, dopo la Spagna, la grande attenzione che Leone XIV sta rivolgendo all’Europa e in particolare ai Paesi tradizionalmente cattolici ma in cui la dimensione religiosa è messa sempre più in discussione.

L’assenza del presidente francese Emmanuel Macron dalle liturgie papali è solo l’ultimo esempio di una concezione di laicità portata alle estreme conseguenze e che ha visto il Parlamento d’Oltralpe votare l’inserimento dell’aborto in costituzione, nonostante la ferma opposizione della Chiesa.

La Francia si riscopre cattolica

Eppure, nel Paese della laicità per eccellenza, la visita di Papa Leone XIV sta sorprendendo perfino i più accaniti critici della Chiesa. In 300 mila si sono riversati per le strade di Parigi per salutare l’arrivo del successore di Pietro, altri 8 mila hanno atteso il Santo Padre nella rinnovata cattedrale di Notre Dame. Infine i giovani hanno riempito all’inverosimile lo stadio di Saint-Denis, esattamente come accade per le partite di calcio più importanti.

Una folla inaspettata e per certi versi inattesa, se si pensa alle innumerevoli analisi sociologiche che dipingono una Chiesa cattolica in crisi d’identità, soprattutto nei Paesi di antica evangelizzazione come quelli europei. Le statistiche parlano di parrocchie vuote, vocazioni in calo e “sbattezzi” ma la realtà, si sa, è spesso molto più complessa di come la si racconta.

Le folle di Parigi sono il dato più dirompente, ma certamente non l’unico. Nel solo 2026, in Francia, sono stati oltre 21 mila gli adulti e gli adolescenti che si sono battezzati, il triplo rispetto a dieci anni fa, specie nella fascia d’età che va dai 18 ai 25 anni. Numeri che devono far riflettere: si tratta di persone che abbracciano la fede non per tradizione familiare ma per scelta, in modo consapevole, e ad un’età in cui, solitamente, avviene l’esatto contrario.

Il canto della “Salve Regina”

La veglia di preghiera dei giovani, guidata dal Papa, ha regalato intense emozioni: le domande poste al Santo Padre, la sfilata degli stendardi dei santuari, figuranti in costume e a cavallo per rievocare la vita dei santi francesi, i canti. Le immagini hanno inquadrato tanti giovani col rosario in mano, in un clima di raccoglimento che quasi strideva con uno stadio.

E a sorprendere è stato soprattutto uno dei canti finali, ossia la “Salve Regina” in latino, intonato da migliaia di ragazze e ragazzi: un’antifona mariana medievale, vecchia di secoli, e per giunta in una lingua che è quasi sparita dalle moderne liturgie, molto diversa dalla musica moderna che solitamente caratterizza le Giornate mondiali della gioventù. Eppure in migliaia l’hanno cantata, con fede e devozione, offrendo un’emozione unica che vi riproponiamo nel video qui sotto.

Immagine: screenshot Vatican Media 

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Di Roberto Immesi

Giornalista pubblicista, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, oltre a essere componente del cda di Radio Spazio Noi, la radio dell'arcidiocesi di Palermo