Il primo discorso di Papa Leone XIV in occasione della sua visita ufficiale in Francia ripercorre il profondo legame tra la Santa Sede e la nazione francese, affrontando i temi della dignità umana, del progresso tecnologico e della pace nel contesto contemporaneo. In questo quadro, il Pontefice rivolge anche un particolare encomio agli artigiani e alle istituzioni coinvolti nel restauro della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, indicandone la riapertura al culto e ai visitatori non solo come un successo tecnico, ma come un autentico simbolo di speranza e di unità nazionale.
Si tratta di un testo ben articolato e intessuto con notevole maestria diplomatica, di cui si consiglia la lettura integrale. Diversi passaggi del discorso — rivolto al Presidente Emmanuel Macron, alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico — risultano infatti particolarmente significativi, specialmente alla luce del recente dibattito politico sul valore e sulla dignità della vita umana affrontato in Francia.
Ricordando l’insegnamento di san Giovanni Paolo II – a proposito della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, proclamata a Parigi -, il quale definiva il documento una pietra miliare per il progresso morale dell’umanità, Papa Leone XIV ribadisce che «la questione del rispetto della dignità umana e dei diritti e delle libertà fondamentali che derivano dalla natura umana si pone in ogni epoca e deve accompagnare l’evoluzione della società e il progresso tecnico».
Il Pontefice cita poi le opere di san Vincenzo de’ Paoli, circa il rinnovamento caritativo del XVII secolo, ricordando come, ancora oggi, numerose istituzioni cattoliche «accompagnano i fratelli e le sorelle resi fragili dalla sofferenza. Le loro testimonianze di attenzione e di servizio costituiscono una vera e propria scuola di umanità sulla grandezza della cura e un vibrante richiamo al valore unico e insostituibile di ogni essere umano». Esse – precisa Papa Leone XIV – rappresentano anche «un invito alla rinnovata fraternità che richiede di imparare ad accogliere la vita senza condizioni, a sostenere la fragilità con tenerezza, ad accompagnare con rispetto e nella fiducia reciproca ogni tappa dell’esistenza, e a difendere con coraggio e compassione coloro che non hanno voce o che non si sentono sufficientemente sostenuti. Per questo ribadisco “con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano”».
Il passaggio ancora più esplicito del Papa
Papa Leone XIV, proseguendo il suo discorso, diventa ancora più esplicito: «A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata. Non dimentichiamo che il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti, che inizia con una conversione dell’intelletto e del cuore e richiede un impegno reale e disinteressato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle».
Una giusta laicità – secondo il senso del discorso dettato dal Papa – non consiste nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, «ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune, affinché il mondo abbia la vita».
Stoccata finale!
Infine Papa Leone XIV conclude con una brillante stoccata finale, ricordando al Presidente Macron le sue stesse parole pronunciate ai Vescovi di Francia nel 2018: «Signor Presidente, Signore e Signori, desidero esprimervi ancora una volta la mia gratitudine per questo incontro che evidenzia come “una Chiesa che pretenda di disinteressarsi delle questioni temporali non adempirebbe appieno alla propria vocazione; e un Presidente della Repubblica che pretenda di disinteressarsi della Chiesa e dei cattolici verrebbe meno al proprio dovere”».
Immagine: screenshot Vatican Media
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