Sono trascorsi 36 anni dall’omicidio del giudice Beato Rosario Livatino per mano mafiosa. Il calendario segnava il ventuno settembre, ma ancora l’estate non aveva ceduto il passo all’autunno. Gli assassini speravano che di quel giudice di periferia, non ancora trentottenne, non rimanesse traccia, come una foglia strappata con forza dal vento e portata via per sempre.

Quel martirio, al contrario, ha fatto sì che il seme di giustizia germogliasse nel cuore di molti giovani, che in Rosario Livatino hanno riconosciuto un testimone credibile e, quindi, un esempio da seguire. Oggi, infatti, la vicenda umana del Giudice di Canicattì è conosciuta da tanti e il suo volto pulito, da eterno ragazzino, è diventato un simbolo.

La Chiesa Cattolica ha riconosciuto il martirio di Livatino, compiuto in odio alla fede, proclamandolo beato. La teca che contiene la camicia insanguinata del martire, quella che indossava il giorno del suo barbaro assassinio, è perennemente in viaggio per l’Italia, toccando il cuore di tanti. Davanti alle sue spoglie mortali, inoltre, moltitudini di pellegrini si raccolgono in preghiera, affidandosi alla sua intercessione.

Rosario Livatinoha seguito Gesù da vero discepolo. Lo ha fatto nella fedeltà quotidiana al Vangelo, nel nascondimento, nella carità praticata in silenzio. Lo ha fatto coniugando la giustizia di Dio con quella degli uomini.

In Cristo, il suo sacrificio, la donazione della sua vita per la giustizia, sono stati fonte di luce per tanti. La sua testimonianza è diventata quella lucerna che non può stare sotto il moggio, “ma sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15).

Aveva proprio ragione Monsignor Carmelo Ferraro, allora arcivescovo di Agrigento, quando, celebrando il funerale di Rosario, disse che gli assassini, senza saperlo, anziché spegnere la luce che promanava dalla sua vita, avevano acceso un’enorme fiaccola.

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Di Luca Insalaco

Luca Insalaco, Giornalista freelance, avvocato, mediatore civile e commerciale professionista. Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, referente gruppo di lavoro Ucsi nazionale cultura.