L’Arcidiocesi di Palermo interviene sul nuovo Progetto Catechistico Diocesano per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, rispondendo alle recenti sollecitazioni di alcune realtà del mondo economico locale. Dalla Curia si ribadisce la bontà di un percorso coerente e sinodale, nato nel 2024 al termine di un lungo e approfondito confronto.
L’Arcidiocesi comprende – si precisa nel testo – «le fragilità e le sofferenze del tessuto produttivo locale, fatto di piccoli imprenditori, lavoratori e padri di famiglia che vivono con fatica questo tempo storico».
Tuttavia, prosegue il comunicato, l’idea circolata sui social — promossa da alcune organizzazioni di categoria — di racchiudere il cammino di fede in “corsi intensivi di catechismo” per celebrare le prime comunioni già nel 2027, appare in aperta contraddizione con lo spirito della riforma faticosamente costruita. Una simile scorciatoia priverebbe i bambini del tempo necessario per un’autentica crescita personale e comunitaria, snaturando e svuotando il senso stesso dell’intero Progetto.
Il Progetto Catechistico Diocesano per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi – riferisce l’Arcidiocesi – è stato accolto e apprezzato dalla «stragrande maggioranza delle famiglie delle nostre parrocchie, rappresentando quindi un impegno condiviso dalle diverse espressioni della Chiesa di Palermo».
I sacramenti della fede cristiana e il dono che li contraddistingue «non sono in alcun modo legati alle consuetudini di natura squisitamente commerciale che, nel corso del tempo, si sono sovrapposte alle fondamenta religiose di questi passaggi decisivi del cammino di fede cristiana». E pertanto – precisa il testo della Nota diocesana – è compito della Chiesa custodirne l’essenza, mettendola in dialogo fecondo con le sfide attuali. Oggi più che mai, questo rinnovamento passa da un maggior coinvolgimento delle famiglie: le parrocchie sono chiamate a riscoprirsi luoghi significativi di condivisione e accompagnamento educativo, capaci di orientare la vita personale e sociale alla luce del Vangelo e di nutrirla nella comunità cristiana.
«Su questa inderogabile responsabilità – conclude la Nota – la Chiesa di Palermo non intende arretrare, pur confermandosi sempre come una casa dalle porte aperte, in ascolto delle fatiche di chi vive e lavora nella nostra Città, che certamente possono essere affrontate ad altri livelli e valutando soluzioni che coinvolgano altri aspetti della vita comunitaria, in un percorso di confronto tra tutte le istituzioni a cui l’Arcidiocesi si dichiara sin d’ora disponibile a partecipare».
La nota dei commercianti
Confimprese Palermo ed il Comitato Fede Economia e Comunità hanno deciso di sospendere il sit-in previsto per domani, martedì 22 settembre, davanti alla Curia Arcivescovile di Palermo sulla vicenda delle Prime Comunioni.
La decisione è stata assunta dopo l’intervento del Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha scritto all’Arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice. “La sospensione del sit-in vuole essere un atto di rispetto nei confronti dell’intervento istituzionale del sindaco – spiega il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice – e, soprattutto, un modo per lasciare lo spazio necessario perché possa avviarsi un dialogo con la Curia sul tema della ripresa delle celebrazioni. La questione, tuttavia, non è chiusa”.
Immagine: di Luis Guillermo Giraldo Rendon da Pixabay (dettaglio)
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