Pubblichiamo una riflessione significativa di don Massimiliano Turturici, presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo, che offre lo spunto per interrogarsi sul valore attuale del matrimonio e sui modelli culturali trasmessi alle nuove generazioni. L’analisi prende le mosse dal matrimonio-spettacolo di Luì e Sofì dei “Me contro Te“, la celebre coppia di youtuber con un canale social d’intrattenimento da milioni di euro di fatturato, popolarissimo tra i bambini e forte di un seguito di 1,6 milioni di follower su Instagram e 3,6 milioni su TikTok. La coppia si è unita in matrimonio con rito civile all’Unipol Dome di Milano di fronte a un pubblico di 6.000 persone. Per assistere all’evento, i fan hanno acquistato biglietti con prezzi che variavano dai 48 ai 110 euro, fino a raggiungere i 250 euro per chi desiderava incontrare direttamente gli sposi per un autografo o un selfie.

di don Massimiliano Turturici

Rimango sinceramente perplesso davanti alla scelta dei “Me contro Te” di trasformare un momento così importante e intimo della vita come il matrimonio in un vero e proprio spettacolo a pagamento.
Comprendo che si tratti di una cerimonia laica, che siano artisti e che abbiano voluto coinvolgere i loro tantissimi piccoli fan. La loro è una scelta personale e va rispettata. Ma una domanda credo sia legittima: che messaggio rischiamo di trasmettere ai nostri giovani? Che una cosa bella diventa ancora più bella solo se viene mostrata, spettacolarizzata e trasformata in un evento? Che ciò che conta è apparire?

La mia preoccupazione, soprattutto come sacerdote, nasce quando questa mentalità entra anche nei matrimoni celebrati in chiesa. Sempre più spesso si investono enormi energie nei wedding planner, negli effetti speciali, negli allestimenti, nelle scenografie e in tutto ciò che possa rendere quel giorno più spettacolare di quello degli altri. Talvolta si arriva persino a fare sacrifici economici e debiti pur di apparire.

E intanto rischia di passare in secondo piano proprio ciò che, per due cristiani, dovrebbe essere il cuore di tutto: il Sacramento del Matrimonio. Ci si preoccupa della scenografia e molto meno della preparazione spirituale; di come entrare in chiesa e molto meno del significato di ciò che si sta per promettere davanti a Dio.

Un matrimonio cristiano non ha bisogno di diventare uno spettacolo per essere meraviglioso. Ha bisogno di due persone consapevoli che stanno affidando il loro amore a Dio e promettendosi fedeltà per tutta la vita. Quando l’apparire diventa più importante dell’essere, qualcosa di essenziale rischia di andare perduto.
Ed è questo, più di ogni altra cosa, che mi provoca una profonda tristezza.

Immagine: di inno kurnia da Pixabay

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